Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

450 GIUSEPPE FERRAR! un nuovo trovato, vero o falso, ma senza nesso colla contraddizione eterna della proprietà e della comunanza. La contraddizione critica non si vince, non si scioglie, non si concilia; la sua sintesi riesce sempre allo statu quo, perchè mette sempre capo nel fatto. Cooì la ~intesi della contraddizione del moto, è il moto; la conciliazione della antinomia dell'alterazione, è l'alterazione; e in generale ogni fatto è la sintesi delle sue proprie contraddizioni. Promettete voi la sintesi delle contraddizioni critiche della società? È fatta, trovasi nel fatto, nello instituzioni sociali, e convien riconoscere che viviamo nel migliore de' mondi possibili. Per trovare un'uscita, Proudhon è forzato di tramutare l'antinomia della proprietà e della comunanza nelle antinomie della rendita, emergenti da una serie di antinomie economiche. Quali sono le nuov<:lcontraiddizioni sostituite alle -prime? Sono antinomie astratte. Eccone alcuni esempi: la divisione del lavoro fu utile, perfezionò l'industria; ora opprime l'operaio, lo condanna all'idiotismo di una funzione unica: dunque la divisione di:ll lavoro è utile e dannosa. L'invenzione delle macchine fu un soccorso portentoso dato al brac- , cio dell'uomo; ora rende inutile l'operaio, lo caccia dalle fabbriche, lo getta sulla via: dunque l'invenzione delle macchine è utile e malefica. La banca fu il felice trovato che semplificava e facilitava la circolazione, ora è privilegio di pochi, è monopolio di alcuni banchieri, ferma la circolazione: dunque .la banca è utile e tirannica. Così d'ogni trovato. Che ne deriva? Che Proudhon scambia le vere antinomie della proprietà e della comunanza con antinomie astratte, artificiali, non afferrate nella realtà, non emergenti dal fondo delle cose. Egli fa dell'uso della macchina un essere 1maginario; quest'uso è utile al proprietario della macchina, nocivo all'o,peraio; benefico per voi, malefico per me: quindi egli chiama l'uso utile e dannoso, benefico e malefico, contraddittorio: istessamente conclude che le banche, che la divisione del lavoro sono buone e cattive: ciò "

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