GIUSEPPE FERRAR! ------------ cittadelle della ricchezza prima di animare l'industria. e di compensare l'operaio. Ma non iscorgesi evidente l'impossibilità di ogni equa reciprocità nei crediti, nei prestiti, nelle anticipazioni, nei salari, finchè la ricchezza trovasi radicalmente viziata nell'origine e nello scopo, voglio dire al punto di ,partenza e al punto d'arrivo? In primo luogo, la ricchezza è viziata nel punto di partenza. L'ineguagljanza non è forse presupposta da ogni atto economico? ogni atto economico non emana forse dal riparto attuale delle fortune? Il riparto attuale non è forse un riparto di forze e di potenze stabilito a priori in favore del ricco? Il ricco possiede le terre, i capitali, le case; senza il suo consenso non si può disporne; nè l'industria può lottare contro l'inerte suo egoismo. In secondo luogo, la ricchezza è viziata !ld suo scopo finale: chi ordina all'operaio di porsi al lavoro? chi comanda alle fabbriche di tessere i drappi, le stoffe, gli addobbi ? In una parola, chi consuma i valori prodotti? È ancora il ricco; il soo lusso stipendia l'industria, egli condanna l'operaio a renderlo felice o a morir di fame. Le cose sono ordinate in modo, che nel circolo della economia politica, dominato quasi ' tutto dal ricco, il povero non occupa se non un segmen-. to, quasi fosse un caso della ricchezza, un'accession2 <lè! capitale. Cosi il popolo si compone di uomini da nulla la casta dei ricchi si compone di personaggi; costituisce il bel mondo, gli uomini della società, il gran mondo, opposto al popolo minuto. Ma come riformare la società e far sorgere un raggio di giustizia se tutto si circoscrive alla riforma della circolazione? come riformare la circolazione quando trovasi viziata alla fonte e alla foce? come dirigere l'aicqua quando non si altera l'inclinazione del piano? come ridurre la rivoluzione all'inane sforzo· di lottare contro_ un torrente che trabocca da ogni lato; mentre il diritto delle necessità ci mostra la rivoluzione più facile e più vasta ad un tempo nell'opera dell'eguaglianza e della comunanza? Se siamo eguali, se ogni uomo lavora sulla base di una stessa
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