Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

446 GIUSEPPE F&RRARI La m1ss1one della rivoluzione non è di combattere direttamente l'interesse del denaro o l'affitto dei campi e delle case, ma bensì di combattere direttamente l'ineguaglianza primitiva dei beni, il riparto attuale delle fortune sociali, la distribuzione vigente delle ricchezze. Supponiamo che si voglia muover guerra alla rendita, che si chieda senz'altro la grntuità del credito estesa ad ogni cosa mutuata. Supponiamo soppressa la rendita, teniamoci nell'ipotesi rigorosa di questa soppressione; nbn consideriamola qual preludio di nuova rivoluzione, che debba poi sopprimere l'ineguaglianza delle ricchezze. La nostra ipotesi sarebbe allora riassunta dall'editto seguente: 1.0 la rendita è abolita; 2.0 i flttaiuoli sono dispensati -dalpagare i padroni; 3.0 i locatori sono dispensati dal pagare l'affitto; 4.0 i mutuatari sono sciolti dall'obbligo di pagare gli interessi de' capitali mutuati. Qual sarebbe la conseguenz.a dell'editto? I proprietari della terra rientrerebbero ne' loro campi, la.scerebbero la terra incolta, le messi abbandonate: i flttaiuoli sarebbero espulsi: se nessun operaio si offrisse a coltivare la terra, a dispetto della legge, la terra rimarrebbe desolata. I propriet.ari delle case imiterebbero quelli dei ca,mpi: darebbero congedo ai locatari, abiterebbero gli aippartamenti vuoti, preferirebbero di conservare le case, al vederle invase da cittadini, i quali, occupandole, negherebbero in principio il diritto di proprietà. Da ultimo, i rapitalisti ritirando i capitali, li spenderebbero a caso, li seppellirebbero, preferendo ogni partito a quello di lasciarli avventurati in mano di debitori incerti e probabilmente nemici. I proprietari e i capitalisti sarebbero danneggiati, non v'ha dubbio: ma il popolo? rimarrebbe senza case, senza campi, senza danari. Le case, i campi, il denaro, le fa:bbriche, gli istromenti del lavoro resterebbero nelle mani de' proprietari; quindi l'agricoltura, l'industria ed il commercio sarebbero immediatamente esercitati dai proprietari; mentre il proletario sarebbe sbandito, non solo dalla proprietà, ma dall'agricoltura, dall'industria e dal commercio. In u-

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