Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

F1LOSOFIA DELLA RlYùLÙZIONE 11problema della schiavitù fu da noi posto per determinare il momento della rescissione del contratto, ed è perento nell'istante in cui si manifesta in noi un'obbligazione superiore, vale a dire, un nuovo interesse sostenuto da un nuO'Vosentimento. Quando l'uomo nasce, lo schiavo scompare, nella misura dete1,minata dalla necessità materiale di obbedire ad una legge moTale. Se il padrone è in pari tempo sacerdote e signore come in Russia, lo schiavo dovrà osservare il contratto; se Abr.amo crede che Dio gli imponga di svenare Isacco, egli deve ,svenarlo. Sia lo schiavo istruito, sia distrutta la relig·one che lo inganna, la realtà si muta, una nuova nece&sità si manifesta; lo schiavo non può obbedire senza mentire a sè stesso; la sua collera prorompe, lo emancipa ed il principio liberatore sta nelle idee, nel sistema dei valori, degli interessi che risvegliano una nuova morale. Non v'ha mezzo per liberare chi è schiavo di mente; se infrange i suoi ceppi, cade preda di altro padrone, e non muta stato. E la schiavitù è infinita nelle mille forme che assume; qui è un giura:mento che obbliga ad uccidere il fratello, là è uno scrupolo che strazi.a sul lett-0 di morte, altrove prende le sembianze dell'amore che vincola alla famiglia: resiste all'aguzzino, ma cede al ma;gistrat-0; resiste al magistrato, ma teme il sa,c,erdote;odia il sacerdote, il pontefi-ce, l'imperatore, poi legge.avidamente la Bibbia, interroga l'oracolo dell'evangelio, non crede alla sola giustizia, rimane schiavo di ,Dio, e tosto incontra chi sa fare le sue vooi in terra. CAPITOLO XII. LA RENDITA. Tra i diversi modi di godere dBi beni vi ha quello di cederli a tempo, mediante _retribuzione, il che costi-

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