FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 441 CAPITOLO XI. DELLA SCHIAVITU'. Lo scambio dei valori e dei beni, questa doppia condizione del contratto, si applica alla schiavitù e per sapere quando debba cessare convien conoscere quando comincia. Messa in disparte ogni idea di diritto e di dovere, l'influenza dell'uomo sull'uomo è un fatto continuo e universale. Gli uomini si lasciano dominare dall'intelligenza, dalla parola, dal sentimento, dalla forza; agli uni manca il coraggio di resistere, agli altri la volontà; vi sono domi.nazioni accettate col tripudio della frenesia. La forza dell'animo, quella della mente, la ricchezza, l'astuzia, si traducono nel mondo esterno in vere forze fisiche, e la manifestazione della forza fisica determina fatalmente un sentimento di deferenza nella rivelazione della vita. Il più forte è naturalmente superbo; il più debole è involontariamente servile; il contegno, il verb-0, il gesto di un personaggio importante non moverebbero forse a riso in un uomo senza autorità? La bellezza della donna è una forza, s'impone coll'amore: e che fa l'amante? adora, serve. Perchè il governo monarchico è forte, rapido nell'azione, difficile a vincersi? Dovrebbe essere il più debole, il più lento; ma il prestigio del potere spinge alla bassezza, fa inorgoglire la viltà, esalta la servilità, e tutto cede al più forte che regnerà sempre, qualunque sia la natura della sua forza: se l'uomo non fosse timido, sarebbe indomabile, insociabile. Ora, l'ascendente della forza può giungere fino alla dominazione assoluta dell'uomo sull'uomo, perchè lo schiavo perde nei ferri persino il desiderio d'infrangerli, e quando ama la sua servitù la merita ed è sancita. Il più forte non è mai abbastanza forte per es-
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