FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 433 Licurgo aveva anticipatamente stabilita la proporzione della proprielà e della comunanza: le divisioni erano eguali, e per mantenerle eguali abolivasi il commercio, l'industria, la ricchezza, lo stesso numerario. Anche il dominio eminente è il dominio della comunanza che sovrasta a tutte le proprietà, dispone di tutti i .beni nella misura predeterminata dalla legge; ed il capo dello Stato, giudice di tutte le necessità politiche, limita la libertà del -proprietario a profitto della grande comunanza dello Stato. Che era la confisca? In sostanza, era il diritto della necessità: quando il feudo diventava sedizioso e ribelle, quando il figlio del condannato supponevasi tratto dall'onore a vendicare il sangue sparso, lo Stato si riservava il diritto di spogliarlo a profitto della comunanza minacciata. La legge marittima ci presenta il diritto di necessità sotto forma ancor più evidente: quando nel momento del pericolo ordina di gettare in mare le merci saerificandole alla salvezza dei naviganti. Sotto altra forma lo stesso diritto limita la proprietà in una città assediata e si abbattono le case dei sobborghi, si fa campagna rasa, perchè la città ha diritto di difendersi; e la comunanza regna nelia misura della necessità, come a bordo della nave pericolante. La legge . di Licurgo, il giubileo degli Ebrei, l'abolizione dei debiti, il dominio eminente, il diritto della città assediata, quello della nave in pericolo, sono le diverse forme di un diritto eterno. Anche l'imposta, e in generale tutte le rendite dello Stato, si traducono, in ultima analisi, nel diritto di necessità, che costringe la proprietà mobile ed immobile a pagare un tribut-0 alla comunanza generale. L'eguaglianza, lo abbiamo detto, combatte istoricamente la libertà; istessa.mente la comunanza combatte la proprietà, e nella barbarie de' tempi primitivi l'assale nelle caste, nei patriziati, nella feudalità. La proprietà stessa allo stato rudimentale imitava la comunanz& restringendola alla casta, al senato, alle corti. Successivamente ogni rivoluzione fu opera della necessità a 2 7
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