123 GlUSEPP!l: }i'ERRA.HI materia, a:ppropriarsela ad esc,lusione di tutti gli uomini, e diventarne proprietario prima di darle una forma, un valore. Con qual diritto appropriarsi una materia che è il retaggio comune dell'umanità? Ogni uomo ha diritto, non solo alla materia, ma eziandio al lavoro: perchè sottrarre una data materia al lavoro del genere umano? Perchè vi arrogate il privilegio del lavoro? Perchè vi appropriate la materia unita al vostro lavo- • ro, alla forma da voi data, la quale sola è opera vostra? Poi il lavoro è un peso, una pena; la proprietà. è un godimento, un bene: il lavoro crea valori; il proprietario ha diritto di lasciare la terra incolta, di respingere l'agricoltore, di distruggere il capitale. Tra il lavoro e la proprietà l'opposizione è perfetta: in qual modo adunque il lavoro potrebbe dar,e il diritto di non lavo-- rare ? in qual modo la creazione dei valori potrebbe dare il diritto di distruggerli? n Lavoro è transitorio come l'occupazione; quando cessa, svanisce ogni rapporto tra l'artefice e l'opera, le cose ricadono nella comunanza universale d'onde non dovevano esser tolte. Insomma, ammesso il lavoro come titolo aHa proprietà, è titolo simile all'occupazione, a,ppartiene oo. ogni uomo dotato di braccia, di mente, di forze; e se il lavoro fonda la pro- , prietà, fonda nel tempo stesso la comunanza. •Mancando ogni espediente, la metafisica invocava Dio, per transire dalla comunanza alla proprietà. « Col « prender possesso, » di-ce Burlamacchi, << si accetta la « destinazione che Dio ha fatto dei beni della terra a « tutti gli uomini. » Questa destinazione è <lessauniversale? Non si può dubita.me; e pertanto costituisce la co~ munanza universale, la consacra, aggiunge nuova forza alla tesi che nega il diritto di proprietà. Il creatore di tutti gli uomini non ,poteva creare dei privilegiati; nè la giustizia eterna imporre l'ineguaglianza mostruosa che risulta dalla proprietà; e ne consegue che nell'ipotesi di Burla.macchi la proprietà diventa un sacrilegio. Supponiamo pure che Dio voglia fondarla, ma chi interpreta la sua volontà? L'uomo. E con qual mezzo
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