FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONI gionato: il contratto è il titolo per il quale si evita l'antinomia della libertà e dell'eguaglianza. Ma codesto contratto implicito fu riconosciuto? l'occupazione dei proprietari fu sancita? Sono questioni di fatto. Ora, se consulto la storia, non trovo altro nell'origine della società che guerre, prede, conquiste; la servitù del debole, la cinica superbia del più forte. I nostri antenati furono spogliati o s,pogliatori. Se qualche volta la storia sembra obbedire aHa ragione, io trovo riparti eguali, leggi agrarie, pubblici banchetti, un sistema d'eguaglianza in contraddizione colla proprietà. Invece di confermare l'ipotesi di Puffondorf, la storia la nega; essa stimola il povero a chiedere al riieco i titoli della sua ri-cehezza. E ·poi, che importa il passato? Giusto o ingiusto, è passato; ogni soluzione, ogni teoria deve essere attuale; ogni generazione ha ii diritto di disporre di sè, di stabilire il suo oontratto sociale, di non vivere nella infelicità prestabilita più secoli prima da uomini forse barbari, e certo infelicissimi. Ogni rivoluzione mette in dubbio la proprietà: come sciogliere il dubbio? Se il - diritto del proprietario fu tollerato, questo diritto cessa colla tolleranza; se i proprietari hanno dettate le leggi per difendersi, il ,popolo vuole difendersi alla volta sua; esso protesta. Il consenso sussiste finchè nessuno reclama: ma finchè nessuno reclama, la giustizia è inutile, conseritienti non fit injuria; la giuri.sprudenza può tacere, non havvi lite. La causa nasce colla contestazione, colla lotta; e Puffendor,f, che ammette la comunanza, non può trarne la proprietà. Il Lavoro è il titolo più moderno della metafisi-c.aper tra.nsire dalla comunanza alla proprietà e vien considerato come l'atto che t-Ogliele cose alla comunanza per darle all'artefiee. Nel fatto, esso crea un valore; emana dalla libertà; la libertà attuata col lavoro sembra consacrare la proprietà; la proprietà sembra logicamente distinta dalla comunanza. Ma il titolo del lavoro su.bisce1previamente l'antinomia della libertà e della. comunanza. Per lavorare bisogna impadronirsi di una.
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