424 GIUSEPPE FERJ:tAR! lo è in tutti gli individui; dunque la proprietà conduce alla comunanza universale. Quanto più si vanta il diritto del proprietario, tanto più lo si nega, perchè con egual forza si ripete in tutti. La metafisica ha preso questa contraddizione critica per una contraddizione positiva, ed ha cercato un termine medio, un titolo, per conciliare l'opposizione tra la proprietà e la comunanza. Il ,primo concetto chs le si offerse fu di subordinare il dilemma al principio dell'interesse e la superiorità della comunanza sulla proprietà fu sì evidente, che colla metafisica Platone sciolse il dilemma, negando la proprietà a nome dell'interesse pubblico. Non importa forse al .ben pubblico, dice egli, che la repubblica sia una, come se tutti i cittadini avessero gli stessi occhi e intendessero colle stesse orecchie? Egli accusa adunque la proprietà di sviluppare !'.egoismo: secondo lui, il proprietario non vede che sè, non pensa che a sè, vuol dilatare il suo dominio, vuole eternarlo, nè d'altro gli cale, e la sua riccheiza si trae dietro il fasto, l'ozio, l'insolenza, quindi il suo disdegno per la classe dei diseredati, quindi il governo della repubblica da lui carpito come premio della ricchezza o della violenza; quindi la repubblica impotente, la verità senza forza, la giustizia senza valore: quindi l'insufficienza de' politi-ci, de' legislatori, degli oratori, dei tiranni, delle assemblee popolari, finchè il vizio originale della società sussiste, finchè la proprietà rimanendo inconcussa genera tutte le sue conseguenze, le liti, i furti, l'ozio, la crapula, la guerra del ricco e del povero, la guerra di tutti, la giustizia venale, le leggi dettate a caso; insomma l'assenza d'ogni vera legge, di ogni volontà veramente pubblica, in altri termini, d'ogni comunanza. Qual'è adunque il titolo nel quale Platone fonda la comunanza? E il ben pubblico; è appunto quel bene che scaturisce dalla morale; la sua repubblica è retta da uomini che disprezzano la ricchezza; le sue leggi sono leggi morali, i suoi magistrati sono sacerdoti, la sua città è una chiesa. Ne addiviene ~he
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