FILOSOFIA DELLA RIVOLUZ10MB 421 guaglianza materiale. Gli uomini del medio-evo non erano eguali al modo nostro. Avrebbero potuto esserlo, ma non avevano nè il sentimento giuridico della loro parità, nè l'interesse di reclamarla; in quell'epoca il servo non si paragonava al suo signore: che dico? avrebbe insultato chi avesse negata :i.asupremazia del padrone e sentiva appena l'eguaglianza di tutti nel cielo di Cristo. Nella vita reale l'eguaglianza riducevasi all'eguaglianza dei diritti acquisiti, all'eguaglianza della Jibertà attuata, in guisa che il debito del re obbligava come il debito del suddito: più oltre, il diritto spariva. L'interesse alla sua volta dava questa misura all'eguaglianza: il ;popolo non poteva chieder beni ignorati, e tutti i beni da lui posseduti trovavansi collegati fatalmente coll'ordine ger.ar,chioodel feudalismo e della monarchia. V.edesi quindi che la libertà è H diritto dello stat-0 di natura; essa è primitiva, spontanea; ha creato le caste, il predominio dell'uomo sull'uomo: ma l'eguaglianza devesi conquistare, si attua lentamente. La libertà ha creato i signori, i principi, i re; l',eguaglianza, attuandosi, ha creato i cittadini, e s'avvia verso la costituzione dell'umanità. Ma siam lungi dalla meta. Al certo, la logica può afferrare la transizione per cui l'eguaglianza si estende, e può giovarsene per sovvertire il diritto. Da che non potete scoprire l'istante in cui il fanciullo diventa uomo e in -cui acquista l'uso della ragione, dovete soccombere al sofisma del cumulo e riescite a negare il movimento de}l'.eguaglianza. Ma il doppio progresso del sentimento giuridico e dell'interesse è un fatto, e, come ogni fatto, deve soggiogare la logica. L'inter,eese cambia, si svolge colle idee; col succedersi, i dogmi estendono di continuo il sistema de' nostri ,piaceri e de' nostri dolori; la democrazia batte alla porta de' grandi, dei senati; della chiesa. La ragione del popolo, un tempo rassegnata alla f,atalità della gerarchia, ripudia a pooo a poco l'artificiosa. combinazione che incatena alla fortuna del ricco. Ecco l'eguaglianza eottoposta ad una misura certa quanto i nuovi dogmi.
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