Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLARIVOLUZIONE 41i terroga se non l'effetto, non valuta se non il danno recato, nè si cura del pensiero o dell'intenzione. La differenza tra la morale ed il diritto sotto la pressione della logica può divenir contraddizione, e condurci a concludere che il diritto è morale e immorale, destinato a proteggere il vizio e la virtù. Pure questa contraddizione non è leale, ma fittizia ed emerge dall'atto, che fa della morale e del diritto due cose, e direi quasi due persone distinte. Si contempla da una parte la morale, dall'altra il diritto, e si vede quest'ultimo or congiunto, ora in opposizione colla morale; or favorevole, ora ostile alla virtù. Ma d'onde la contraddizione? Dall'essersi trasformato il diritto in un ente astratto, in una specie di egida e di spada che assale e difende, 'protegge e uccide: direte voi che la spada è buona e cattiva, fausta e funesta? Lo direte con ragione, se considerate i rapporti accidentali della spada quali caratteri essenziali; sarebbe già un trascendere la sfera della critica esercitata a nome della logica, poi,chè alla fine questa critica si applica all'evidenza, ai fenomeni, a quanto appare, ai rapporti essenziali delle cose come sono le influenze che di fatto dispiegano le une sulle altre. Pure se volete applicare la stessa critica ai rapporti a,r,eidentali e per così dire aerei potrete dire un dato albero grande relativamente a me, piccolo relativamente a quella torre; e lo direte grande e piccolo alla condizione di fare del grande e del pie-colodue qualità dell'albero e d'immedesimarle con tutte le astrattezze. Si applichi questo procedere ad ogni cosa, ad ogni rap-porto; il numero delle contraddizioni sorpasserà di mille doppi quello delle cose e delle lorQ relazioni. Persistete voi a considerare contraddittorio il diritto perchè protegge il vizio e la virtù? Io µon vi resisterò; potrete asseverare che la contraddizione pas-- sa nell'astratto, perchè prestabilita nel reale: se la spada non fosse ora in mano mia, ora in mano dell'avversario, non sarebbe protettrice e micidiale; se l'albero non fosse distinto da me e dalla torre, non sareb1G

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