Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 409 « che la verificano, dipende dall'esperienza di coloro che « hanno visto i miraeoli, su cui la riv,elazione è fon- <c data. » Qui uiibnitz confonde la fed,e col sapere, e stabilita l'equazione, tra la fede e la ragion€, sostituisce la seconda alla prima e crede o affetta di credere ai miracoli, ai misteri, come si crede (il ;paragone è suo) all'esistenza della China atte.stata dai viaggiatori. Mai non intende l'essenza della fede, che segue il vero senza confondersi con esso : tosto che il vero ripugna alla fooe, egli la nega. Che dice dell'entusiasmo? <e :E: il nome che ,si dà», dice egli, «al difetto di coloro che credono ad una rivelazione soprannaturale (immediata). » Dunque l'entusiasmo è un difetto, la fede è un'imperfezione: dunque tutto deve ridursi al sapere meocanico e miscred~mte tosto che il dubbio ci assale nell'azione. Locke ,sispinge più oltre. «L'assentimento», sono le sue parole, « che accordiamo alla rivelazione soprannatura- « le si chiama fede. Essa determina la nostra mente, e- «sclude il dubbio quanto può farlo la nostra cognizio- « ne, perchè possiamo dubitare della nostra esistenza « quanto possiamo du:bitare che una rivelazione proce~ «dente da Dio sia vera. Così la fede è un ,principio di e< assentimento e di certezza sicaro e stabilito su basi « irrepugnabili, e che non lascia alcun luogo al dubbio « ed all'esitazione. La sola cosa di cui dobbiamo assi- «cu,rarei si è di sapere se questa o quella cosa è una « rivelazione divina, e se noi ne intendiamo il vero «senso: senza di che saremmo esposti a tutte le stra- « vaganze del fanatismo e a tutti gli errori che possono «essere generati da falsi principj, quando si presti fe- « de a quanto non è divinamente rivelato. » Vedesi apertamBnte che per Locke .la fede non è se non la credenza a una verità religiosa rivelata, credenza la cui natura è identica colla credenza alle matematiche ed alle scienze fisiche. La fede di Locke e di Leibnitz è tutta contemplativa: è la scienza, non è la fede. Quindi Locke esagera il disprezzo di Leibnitz per l'entusiasmo; consiglia l'indifferepza, perohè l'igno-

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