FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 401 ciarnpi in un1altra met,afisioa, la quale spinge diritto all'inciampo massimo della religione e quei che predicano il principio della giustizia sono quelli che guidano all'fogiustizia. CAPITOLO V. LA MORALE È UN'OPERA DI POESIA E DI SCIENZA. Il diritto si fonda sulla coscienza e si misura coll'utile; esso è dunque un'Olpera di inspirazione e. di calcolo. L'inspirazione giuridka non può essere desc·ritta direttamente; si sente come le altre inspirazioni; la parola non può indicarla se non per mezzo di metafore e di figure. Dunque, il poeta è il testimonio privilegiato, l'interprete naturale dell'inspirazione giuridica; solo egH afferra la poesia della vita, e pertanto solo può afferrarne l'antitesi giuridica: signoreggia le armonie della felicità, quindi sv,ela necessariamente le armonie del sacrifizio. Sciolto da ogni vincolo reale, libero di creare gli eroi, d'inventare un mondo fantastico, dipinge la vita meglio dello storico; e pertanto sviluppa la rivelazione morale più v,era:cement.edello stesso legi,slat.ore. In lui questa rivelazione si svela fatalmente e involontariiamente a tal punto, ch'egli, testimonio del diritto, può· igmor.are la legge che descrive. Gli è cosi che iJ Ramayana, l'Iliade e la D-ivina Commedia sono i-più grandi monumenti.dell'inspirazione giuridica. Siano direttamente interrogati, non vi si troverà alcuna legge, alcun dettato giurid-ico; i minuti particolari dell'antica legalità vi saranno assolutamente sopp.ressi, se vi s'incontrano sarà a caso, e non c'istruiranno. Il frammento di una legge antica sarà più esatto che la più su26
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