Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

GIUSEPPE FERRARI so. Havvi adunque una rivelazione morale che segue il vizio come la virtù, l'infamia come la gloria; disinteressata, essa è la materia pri!l)a dei diritti e dei doveri. CAPITOLO Il. PRINCIPIO DELL'OBBLIGAZIONE. Siamo -noi tenuti ad. aocettare la rivelazione morale ? dobbiamo noi sacrificarci alla tendenza, forse ingannevole, che si oppone ai nostri interessi? Sì, perchè c'invest.cl, ci obbliga, ci signoreggia; se le resistiamo, ci opprime, ci grida spregevoli e ridicoli, per sottopord, q_uasiesseri degeneri, agli uomini che accettano il suo impero. La rivelazione morale dunque ha tutta l'autorità di un fatto primitivo, sui generis. Io non posso .dire perchè mi obblighi, come non posso dire perchè esistano gli esseri, le forze, i fenomeni; ma la sento indivisibile dalla legge che regge l'egoismo; e qualunque sia la sua forma, non posso scincforla dal mio interesse senza· fremere di dolore, senza essere costretto a fuggire lo sguaroo degli uomini; e se voglio sfidarlo, deggio fare uno sforzo che mi pesa più della stessa onestà. Qualche volta la rivelazione morale scompare, l'abitudine del delitto spegne il rimorso. Si dirà che, identificando il primo principio del dovere colla rivelazione morale, il dovere sarà soppresso quando la rivelazione stessa scompare. Ciò non può negarsi; e nessun ragionamento, nessuna teoria, nessun dogma potrà mai. surrogarsi alla coscienza. Non havvi sillogismo \er far intendere l'abnegazione a chi non la sente; non havvi metodo per insegnare la virtù; il cristianesimo confessa che non può rivolgersi all'uomo morto aUa grazia; per noi l'uomo morto all'umanità vedrà sempre

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==