Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

;-{{) GCUSEPPE li'ERRARI cristianità? Forse nell'asserire che questa. guerra esiliava già dall'Italia il pontefioo e l'imperatore, e creava quella nazionalità che i naziona,listi nel delirio della loro contraddizione invooano e Tinnogano ad ogni trati,0? Sogno io forse parlando di una guerra. di cui voi !remale, o signori, più ancora che il popolo non ne speri? Sono io forse utopista nel dichiarare che la rivoluzione deve essere applicata in Italia quale sarà fatto e legge in Francia, quale uscirà discussa, approvata, sancita da una nazione di 36 milioni d'uomini? Sono foì·se avventato nel dichiarare nullo, irrito, ogni sforzo per discutere in oggi la liberaziono d'Halia a Milano, a Napoli, a Firenze, a Roma, dove sotto pene atroci è vieta.lo leggere quant-0 si pensa dovunque sul sistema della <'risLianità? Sono forse temerario nel dichiarare SR.àilego ogni sforZ,Odi stordire i popoli nel momento dell'insurrezione, sradicando d'un tratto gli Stati, le tradizioni, l'antichissima autonomia, e sopprimendo le assemblee, la voce del popolo per improvvisare un'unità ,regia o repubblicana che -poi al menomo urto cada disciolta? Sono forse paradossale perchè pedissequo del ìatto puro, servo del diritto ed anche della legge ove non sia iniqua, predico quel fatto, quel diritto su cui reggeva la resistenza di Venezia e di Roma, e su cui regge ogni Stal.o, e starebbe anche l'Italia se troppo potenti non fossero l'ignoranza e il tradimento che la straziano, ogniqualvolta non è percossa dalla spada dell'Impero? In breve, si dica che sono avventato perchè diffido dei ,progetti avventati, degli avventurieri, siano essi re, papi o condottieri, dei capi che alla vigilia deUa lotta non vedevano la lotta, non sentivano, anzi negavano, anzi tradivano il principio 'che ferveva in ogni popolo opp-resso da.J sistema ponti.flcio e imperiale. ·Chi ci aocusa di temerità? i signori che si sono costituiti il •privilegio di liberare l'Italia senza rivoluzione e senza reazione: or bene, obbediremo; espongano a.- dunque il savio ~oro disegno. Ci dicano come uno St&tò ~1 terz'ordine, che per iperbole chiamasi il Regno, pos-

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