388 GIUSEPPE FERRARI voleva cercarli. L'intelligenza, gli assiomi, la ra.gione, sono gli istromenti della vita, del senso comune, del buon senso, del sistema mistico. Trovansi egualmente dominati da•l pazzo e dal savio: il pazzo ragiona, acoe\ta gli assiomi, è sottile, ingegnoso, può essere sublime; quanto gli manca si è la rettitudine del senso interiore, la regolarità della rivelazione vitale. I suoi istinti sono falsati, €gli f.alsa tutti gli interessi, tutti i valori : la frulsifioazione lo getta in un mondo imaginario; non ipuò più intenderci; le comunicazioni tra i due mondi sono intercette, non dall'errore, non dall'intenzione perversa, ma da un che d'inevitabile e di fatale nella vita. lstessamente noi abbiamo la nostra ragione; perchè? Non possiam dirlo. Noi saremo Buddisti, Musulmani, Cristiani; creder0mo ai dogmi più opposti, ai principj più contraddittorj; pure ci riconosciamo tutti vicendevolmente il senso comune, ogni qualvolta noi riconosciamo la realtà del ritmo vitale. Talora la regolarità ci sfugge velata dalla nostra ignoranza. Se raccogliamo le stravaganze religiose di tutti i popoli, riprovate dalla nostra ma.niera di giudi-care, negheremo il , buon senso al genere umano. Non conoscendo l'insieme di ogni religione, i suoi motivi, le sue necessità, i dogmi smembrati ci sembreranno l'opera di menti inferme. Tale -fu considerata nel secolo decimottavo la storia delle .religioni. Rendete alla storia tutti i suoi elementi, non mutilate alcun dogma; la follia svanisce; e noi sentiamo la vita universale che ci anima, e che ci fa appartenere ad una stessa specie, non ostante l'estrema dissonanza dei dogmi.
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