386 GIUSEPPE FERRAR! naturali che fissano gli istinti trovansi già alterate; il ridicolo, questo fatale indizio della follìa, si palesa; e al minimo urto il sistema della vita rimane scosso. J.l genio stesso non si preserva dalla pazzia; è noto il prov{)rbio: nullum magnum ingenium sinc dementia. 11 genio non è nell'int,elligenz.a, ma nell'ispirazione: privilegiata nel genio, originale nel p-0eta, essa può pa,soore ,aHa folilìa fa:Ci-lmentie,oome si passa dal sublime al ridicolo. La transizione è facile quando il genio è inventore, e quando l'invenzione lo trasporta in un nuovo mondo per farlo vivere nel mezzo della sua uto;pia. Le sue idee possono allora fare le veci dell'allucinazione, falsare la correlazione del senti-mento colle oose: una sventura, un'ingiustizia subita, una catastrofe, disordinano la ragione; e la follia si dichiara. Le migliori cure della pazzia sono quelle che pervengono a ristabilire il rapporto r,egolare tra il ritmo della vita e Ja Tivelazione esterna imponendo rigidamente a:ll'infermo il fatto della realtà. L'uomo che app,lica con maggior successo questa oora, M. L€uret, si fonda su di una f.aJlsat,eoria; parte da un dato intelletbuale; ripone la salute nel wm:ples:so ragionato delle nostre idee, confonde la pazzia coll'errore. Quando cerca la linea che separa la mente sana dalla demenza, non la trova; e dimanda se sia demenza l'aspettare iJ Messia: ripone EzechieJe, Mosè e santa Teresa fra gli allucinati; ne trova alla Salpetrière i tipi corrispondenti: e non avremmo che a dedurre le ultime conseguenze di questa teoria per rilegare alla Sa1petrière Hegel, Malebranche e Platone; che dico? l'umanità tutt'intera che ammirava Ezechiele, Mosè e santa Teresa, o profeti più allucinati. M. Leuret non afferra la teoria, pure la sua pratica devesi approvare per-chè consiste nell'assalire direttélJmente la pazzia, opprimendola sotto il peso del senso oomu.ne. Egli sforza l'alienato a imitare meccanicamente il senso comune; lo scuote ne' suoi capricci, gli applica le _docde per costringer!o a rinnegare i prQPri erroTi; lo ,ricompensa, lo incoraggi·& ail primo
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