Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 383 non è nemmeno necessario a costituire la follia; basta che l'uomo sia soggiogato da un'inerzia, da una tTistezz.a invincibili; basta che il fui'Ore lo trasporti suo malgrado, che sia spinto all'assassinio da una frenesia in cui a,.p,pare un fato irresiistibile, e ·l,a malattia si palesa evidente per lru mancanza di correlazione tra la vita e ile cose. Che l'inerzia, il furore, l'omi-cidio abbiano i loro motivi in relazione colle cose, vedremo il vizio, il delitto; il furore, la follìa svamiiranno. I diversi fenomeni che si osservano nella pazzia, ce la mostrano sempre nella riv,elazione della vita. Quasi tutti gli alienati cambia.no d'affezioni; aborrono le persone che loro erano più care; per guarirli bisogna toglierli alla famiglia: ecco l'interversione degli i,stinti. Può ,ricevere un'altra spiegazione; fu osservato che gli sforzi della famiglia per contenere l'infermo devono irrit.arlo, estinguere l,e sue affezioni. :m vero: la resistenza lo cambia; ma il suo oa:mbiarsi segue la l,egge della vita; tolto lo svilu1ppo diretto della passione, si ha lo sviluppo inverso, compresso il bene, il beue intervertito diventa iJ male. D'indi l'odio, il furore, la mania del male, e tutti i germi dell'ordine intervertiti nel pazzo. Tra i fenomeni della pazzia si osserva lta facilità di far meravigliare il pazzo, di distrarlo, d'impressionarlo: ciò debb'essere: egli vive fuori della realtà, in un mondo imaginario; ogni ,scoSISalo richiama presso di noi, ed è sorpreso di quanto aicoade nel mondo reale, nuovo per lui, consueto per noi. E quando divien difficile la guarigione? Quando il demente trovasi confinato nel suo mondo imaginario dalle circostanze stesse che aocO!mpagnano la pazzia. Così l'allucinazione è funesta, ,perchè usurpando il luogo della realtà, mantiene H f,also ritmo e una falsa realtà tien viva di continuo una falsa vita. · Riesce difficile il gu:aTire la mania raziodnante, quella che s'ingolfa nelle materie religiose e filosofiche: ed è che in essa 3,a.irealtà, l'evidenza del fa:Uo manca; il

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