Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 375 gli sforzi, l'imagi-nazione, la destrezza, l'wstuz.ia. Pinel parla di un infermo che costruiva ingegnosissime macchine cercando il moto iperpetuo. Vi sono alienati in cui la mente si leva ad un'altezza che r-ecameraviglia. « L'uno di essi» dioe Pinel, « ne' suoi accessi parlava dei « fatti della rivoluzion<:icolla forza, la dignità e la pu- " rezza della parola che appena potevasi attendere dal- " l'uomo più profonda.mente istrutto, e dal più sano "giudizio. Ne' suoi lucidi intervalli era un uomo ordi- " na·rio. n Un altro aliooato, rendendo conto della malattia da cui era gua,rito, dichiaira che negli accessi la sua mente otteneva il dono di una facilità straordinaria. « Tutto m'era facile, diceva egli; .nei mome,nti d'ac- " cesso nessun ostacolo mi fermava, nè in teoria, nè in « ,pratica. La mia memoi·ia aiequistava d'un tratto una "singolar percezione, mi richiamava lunghe pagine « <l'autori latini : d'o,rdinario trovo a fatica le, rime; « allora scriveva il verso rapido come la prosa. » Nella monomanìa l'ammalato gode della sua intelligenza, può essere dotato di un raro ingegno; la pazzia cade $J.l di un concetto unico. Qui ancora spiega un mirabile intendimento. Il monomwne credesi perseguitato da nemici imaginari, terne che i suoi alimenti siano avvelenati; pare facile il confutarlo, ma le sue risposte ci sconcertano. Da u!Limo in molti individui la malattia è visibilmente nella volontà, la ragione è perfetta, sanno giudicare sè stessi, conoscono le conseguenze delle loro azioni, eppure non possono dominarsi. Gli uni non sanno togliersi ad un'invincibile pigrizia, rifi'lltano di vestirsi, di passeggiare; gli altri non possono contenere gli eccessi di frenesia che, con loro terrore, sentono imminenti. Una madre, spinta dalla mania ad uccidere i figli, ebbe appena il tempo di gettare dalla finestra la chiave della Joro stanza; molti, nel momento dell'accesso, sollecitano i loro amici alla fuga, li pregano di sottrarsi agli indomabili loro impeti. Vedesi a.dunque che ora l'intelli~nza è straniera alla follìa, ora la serve; e se essa serve egualmente la salute e 1a malattia, come mai potrebbe caratterizzare l'alienazione mentale?

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