FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 371 tomi secondari, che rinv,engonsi negli ammalati la cui intelligenza non trovasi punto alterata. Il seniso leso, le visioni, le allucinazioni, le voci interio.ri, il gusto e l'odorato fia.lsati, il tatto affievolito, la disadattaggine quasi universale degli alienati, la forza spaventosa dei maniaci, l'eccessivo calore che divora -i :1\uriosi,sono fenomeni fisici : spetta solo al fisico, voglio dire solo al medico, il giudicarli; ma possiamo noi confonderli col1a pazzia? No, certo; le voci interne, le allucinazioni non la costituiscono; le .sensazioni possono essere lese, senza che ìa ragionie sia scossa, il fenomeno della visione si ma.nifest,a negli uomini i più fermi; qualche vdlta aipparve nei momenti più solenni della vita dei profeti. Lungi dal traviare, fortificava l'intelligenza dei veggenti. Se la manìa moltiplica le forre, la collera, finspirazione- possono alla volta loro moltiplkarle, nè mai alcun dato fisico separerà la pazzia dalla mente sana. Impotente nel caratterizzare la follia, la teoria fisica inciampa di nuovo quando deve indicarne le cause. Che la ragione sia turbata dalle perturbazioni del nostro organismo è cosa ,patente; l'intel'lig,enza stessa perisce quando il corpo perisoe. L'eccesso del freddo, un oolpo di sole, la crapula, il libertinaggio, l'ep·ilessìa, il dri.soNiinedei mestrui, le cadute, le ferite nella testa, le foobri, 1'abuso del sonno, e in gtmerale tutte le cause iehe ledono il corpo ledono pure lo spirito. Ma sono e.ssele vere oause dell'alienazione mentale? No; la follia non è nell'organismo, è altrove, negli istinti, nene pa:ssioni, nella vita. Tra il fremeJ'iedell'aTia e iJ suono, tra la ,luooe la visione havv.i un a!bisso;gli organi dell'amore non ispiegano l'amore, nè il iparto spiega la tenerezza della maidoo per i,l figlio. Tra Jo sconcerto organico e la pazzia che me oonseguie, l'abisso è ancora più profondo. Se un orologio cade, iritarderà, avanzrerà, saTà guasto. Quale 1J1eè la causa? Per il yolgo sarà la cB.duta;,per Hmeccanico la caduta non è se non l'occasione, di cui non tien conto; per lui la caulia st.a,rà
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