Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

GIUSEPPE FE!lHAIH e che ci potesse illudere sotto pretesto d~ scienza, io ho credulo che in1portasse di riconquistare il faUo e di rimanere sulla sua bas.e a dispetto di ogni insidia e logi,ca e teolog·ica. In qu,al modo lo rioonquisteremo noi? Come vi rimarremo? Il mio libro da,rà la risposta. NeUa prima p~rte dimostro la critica che rovescia ogni fatto, e la riduco ad un'unica formula. - Nella. seconda parte ·ristabili,soo il regno dei fatti- in modo, che si possa ,procedere coll'unanimità del buon senso, là dove non vi sono errori materiali che ci dividano. - Nella terza parte mostro come la rivoluzione scorra libera sulla via dei fatti, verso il vero ed il giusto, verso il regno deHa scienza e dell'eguaglianza. Offro il mio libro all'Italia, che ,geme in una crisi solenne, posta tra l'antico sistema crisUano e il rinnovamento compiuto del suo patto sociale, in guisa che, se la filosofia non trionfa, ,l'imperatore e il papa trionferanno sotto le antiche ,forme o sotto peggiori, e se la rivoluzione organizzata in Francia non continua la sua guerra contro gU antichi poteri, vedremo un'a- . narchia che farà desiderare gli antichi tiranni. Ad ogni giorno ne abbiamo novelle prove: ed io le trovo numerose neUe stesse invettive con cui mi rispondevano or ora i giornali di Torino, di Genova e di Firenze. La questione da me. proposta era pur semplice. l!l vero,. io dico loro, che mentre l'odio del popolo contro l'antico sistema ,cresceva ad ogni giorno, voi avete voluto evitare ad ogni patto la rivoluzione? è vero che per evitarLa avete ingannato il popolo intorno alla volontà del paipa e dei principi? è vero che avete sostituito alla guer,ra della :libertà unn. guerra di conquista? è vero che vi siete, affaticati disperatamente perchè il popolo da voi illuso rifiutasse il soccorso della Francia? è vero che avete confidata la guerra a un re da voi d,ichia:rato traditore. e già intimo alleato dell'Ai.1stria? è vero che avete impedito ai popoli di ·riunire le loro assemblee, di proclamare i loro diritti, di ferire i loro nemici interni, di far salva l'Italia dall'assolu-

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