Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOlt'!A DELLA RIVOLUZIONE ;l(jJ appartiene alla Grecia, a Roma, all'Europa. Il bello assoluto deve appartenere all'umanità, sarà dunque o il bello istorico del sistema avveniNf dell'umanità, o il bello rude e selvaggio che splende sui valori del ritmo quando sono contemplati e non desiderati. CAPITOLO XII. LA POESIA DELLE RELIGIONI. Prima che vi siano i drammi e i poemi, la stessa religione è un dramma ed un poema. Nel formarsi essa non cerca il bello, ma la verità, non tende che alla felicità, è opera della ragione. Pure, ogni atto della ragione vien suggerito dall'inspirazione della vita; la religione è nel tempo stesso un sistema mistico e un sistema meccanico: il secondo, creato dal primo, lo desta di continuo, ne è il segno, l'effetto, e attende, per così dire, l'istante di rivèlarsi a noi come una vera epopea. La religione svela la sua poesia quando non è più un mezzo di salute, nè una verità, nè un interesse: quando trova.si ridotta ad una favola, ad un errore del passato; quando ha cessato di essere la religone. Finchè la religione sussiste, la poesia è velata, i personaggi .della leggenda sono veri personaggi; si adorano, si temono, e loro si dimandano i beni della terra e del cielo. Quando combattiamo una r,eligione siamo ancora preoccupati dalla verìtà o dall'inter~sse, ci fondiamo sui fatti; confutando i dogmi, cerchiamo la realtà. La religione è dessa abbattuta? Allora i suoi dogmi sono errori, i suoi Dei più non ispirano amore, nè timore, il suo cielo tramonta, infranto è il suo sistema meccanico, e all'istante medesimo il sistema mistico, che vi era imprigionato, splende rivelando la sua po~sia ~atur~le. Co~i la grandezza del cattolicismo, la poesia de suoi dogmi,

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