Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

356 GIUSEPPE FERRAR! fors',anco alla pazzia. In ultima analisi, egli sostituisce all'ultimo carattere della poesia, il contraddirsi dell'inspirazione poetica. È patente l'impossibilità di ottenere l'equazione della poesia; nè si può ,chiederla se non alla realtà; e stando alla realtà, la poesia è una menwgna, o una imitazione senza scopo, o un insegnamento morale senza inspirazione, o una finalità senza significato, 0 un mezw di commovere, poco importa il come, o una contraddizione enigmatica. Convien cercare la poesia là dove trovasi, osservarla dove appare: essa è l'espressione pura della rivelazione interiore, dell'incanto della vita e ci rivela a noi stessi, ci fa sentire il ritmo dei nostri •sentimenti umani, e il sistema del nostro misticismo. Per sè il sentiment,o, il mi,;;tero interiore sfugge ad ogni descrizione diretta, la paròla lo indica senza seguirlo; la vita è ineffabile, è assent,e dal dizionario, o, se vuolsi afferr.arla nella descrizione, si riduce ad una forza meooanica. Ma l'arte descrive il sentimento facendolo nasoere in noi stessi, e lo fa nascere sviluppando dinanzi a noi i fenomeni che lo destano. S'impadronisce delle nubi, degli astri, de' fiumi, della storia, delle catastrofi, di quanto appare fuori di noi, per risvegliare in noi la musica, il sistema de' nostri istinti. Lasciata a sè stessa, la realtà fluttua a caso in balia di mille accidenti del mondo fisico; ci opprime colle particolarità volgari, schifose o prosaiche; il ritmo della vita non è pago se non tratto tratto in una festa, sul campo di battaglia, nell'aula d'un senato: anche ne' momenti più solenni, la vita vincolata alla realtà, tro.- vasi oppressa ,dall'attrito di tutte le forze che violano il nostro ritmo. Ma la poesia lascia le circostanzè insignificanti, le cose volgari, ·I.ascia il oaso della materia per riunire solo i fenomeni che risvegliano i fenomeni magici del sentimento e colla descrizione fantastica elude la doppia impossibilità di desctivere direttamente il sentimento, e di destarlo colla descrizione fedele degli oggetti che lo sforzano a manifestarsi. Col fo&nta.stioo

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