Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 355 di errare tra stolte pa·ure, di ;porre il suo scopo in un errore volgare, di distruggere l'arte cel'oando l'equazione dell'affetto. Hegel rinnovò la metafisica dell'arte, di.chiarando che l'arte è la conciliazione della natura e della ragione, che sta fra il mondo sensibile ed il pensiero, e. che esprime sensibilmente ciò che non è sensibile, cioè la ragione. Così la bellezza dell'animale mostra sensibilmente l'idea invisibile che lo organizza, così l'epopea svela sensibilmente la ragione dell'epoca a oui appartiene. Il f,atto nudo non è bello, il pensiero non può esser visto, la poesia tocca al fatto ed al pensiero, ed emerge dalla contraddizione che rende visibile l'invisibi1e. L'est,etica di Hegel ci offre un merito altissimo che riconosciamo di cuore ed è di mostrarci d'un tratto tutte le contraddizioni della poesia, che è ragionevole senza essere I.a r,agione, che imita la natura senza imitarla, che ammaestra senza voler ammaestr.are, che ci perfeziona senza voterei perfezionar-e; insomma folle senza follia, savia senza saviezza, ordinata senza ordine, capricciosa senza caprioci trovasi in contraddizione con tutte Je cose ,che toc,ca. Ma 'l'estetica hegeliana ·presenta il capitale difetto di prendere la stessa contraddizione, proponendo i,l fatto quasi fosse una soluzione generata dal contrasto del senso coll'intelligenza. Non contestiamo -la contraddizione, contestiamo la sintesi, la generazione che viene artificiosamente asserita. Hannovi mille sentimenti -prosatci e scipiti che risultano dal senso e dalla ragione; il tedio che conduce al suicidio emerge da una sazietà sensibile e da un r.azioni-cio invisibile; dicesi dello spleen quanto dioosi della poesia; è sensibile, e non lo è; dipende dalla ragione, e non è r.agionevol,e; lo spleen emerge dalle propr,ie antinomie? o piuttosto sorge contraddicendo alle circostanze che lo circondano, e quasi a dispetto di quanto sembra condizione del suo apparire? Non si può rÌ'spondere. Così l'essenza della poesia sfu-gg-ead Hegel, che la ri,pone in cose comuni aUo spleen, all'inquietudine, alla noia, e

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