354 GIUSEPPE FERRAR! vi, delle vene, nè alcun gabin€tto anatomico fu mai consid€rato qual museo di b€lle arti. Se la poesia si serve dei fini € dei mezzi, se svolgesi coll'ordine, se ravvici• na, allontanta e ·complica a disegno le cause e gli effetti, si è per-chè deve essere intelligente, imitare le opere della natura, e in una parola fingere la realtà. Nel mondo hannovi cause ed effetti, e nel mondo immaginario deHa poesia devonsi trovare le cause e gli effetti. Ma la finalità non ispiega la poosia, non la costituisce; e perchè l'arte si riveli, bisogna che la finalità si.a bella, poetica, cioè che •presenti un carattere diverso dalla finalità stessa. - Poi dov'è la finalità nel sublime? Esso si svela ne' dirupi, nell'oceano in tempesta, nell'incommensurabile vastità del firmamento, nelle co·seche non hanno fine; il sublime non ha scopo, basta a sè stesso. Dov'è la finalità nella tragedia? Ivi manca, ed è precisamente nella cata,strofe, nella finalità violata che la poesia tragica splende in tutta la sua grandezza. Dunque la <poesia esprime quasi sempre un'azione, e -sotto quest'aspetto subisce la legge dell'azione; accetta la ,necessità dell'ordine, subordina i mezzi allo scopo; ma tutti gli 01,dini non sono belli, tutte le azioni, anche più meditate, non sono poetiche; la poesia trovasi solo in alcune azioni, in alcune finalità; e se cercasi l'equazione tra la finalità e la poesia, questa trova:si ridotta alla favola, all'abbozzo, allo scheletro su cui si fonda; l'arte è distrutta. . Lo scopo dell'arte sarebbe forse di commuovere, di eccitare la sensibilità? La metafisica, ridotta a prendere questa formala per render ragione dell'arte, confessa implicitamente la sua impotenza, e non tocca nemmeno all'essenza della poesia. La commozione è un fenome,no latissimo; siam commossi dalle sventure, dalla felicità dei nostri simili, dai medesimi nostri interessi. Se l'arte avesse il solo scopo di commovere, il bello e il deforme servirebbero egualmnte alla poesia; l'arte non potrebbe distin.guersi dall'ebbrezza, dall'amore, dal delirio, dalla follìa: il poeta avrebbe il diritt&
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