Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA-DELLA RIVOLUZIONE 351 sociazione universale, in cui ogni uomo, cercando iJ suo proprio interesse, sarebbe utile a tutti gH uomini, nella stessa guisa che ogni banchiere trovasi interessato a sapere ric,chi e prosperi i suoi corrispondenti. La soci,età non è vera società che là dove la solidar'ietà trovasi attuata, non in parole, ma in fatto; l'interesse dell'invento.re è quello degli uomini che profittano della sua invenzione; lo scienziato non cerca se ,non Ja verità, ed è utile a tutti: tale è il procedere verso ,la solidari-età, verso l'associazione universale. CAPITOLO XI. LA POESIA. Nella poesia il ritmo della vita si manifesta puro e scevro d'ogni altro elemento: il poeta sdegna la r.ealtà, non si sottomette ai fatti, finge, mente; vuol essi;re assolutamente libero, e ,g.iunge a rivelate il ritmo della vita e il sistema mistico che lo anima, perchè non tiene in conto alcuno la verità meccanica delle sue parole. Tutte le teorie a me note inLorno la ,poesia sono figlie del ·pregiudizio metafisico, che parte da una data apparenza per dedurne Jogica,mente le altre. Qui•ndi si cercò -l'equazione della poesia, quindi invece di spiegarla, fu .resa impossibile e fu distrutta. Stando ad alcuni filosofi, la poesia è la stessa verità, emerge dalla scienza e dalla sapienza, e mille volt.e .fu ripetuto che il bello è l'irradiazione del vero. Qui l'arte vien disconosciuta: la poesia non è dotta, nè veridica, qon V'lloleesser serva di alcuna dottri-na; essa prodiga i suoi tesori alla verità quanto all'errore, scorre libera in mezzo alle finzioni, il suo campo naturale è quello della favola. La ver.ità, invece di spiegare la poesia, la rilm-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==