26 GlUSEPPE FEtUìAill siflcata. - I discepol.i di Locke .pendevano al maloerialismo sl lusinghiero per chi cerca cognizioni uti-li e positive, ma fu chiesto se Ja materia sia evidente, avverata, se si possa conoscere qualche cosa di più che il suo appàrire, se il suo apparire non sia qualità piuttost-0 che materia, proprietà piuttosto che sostanza. - La scuola di Locke accBttava il dubbio e vi trovava nuove ,forz,eper disfida:re il dogma lungo tempo inoppugnabile della cristianità; e il dubbio era liberatore, era il ,principio del -libero esame, e feriva Cristo in cielo e si ricadeva necessariamente sulla terra, nella sensazione di Locke, nella sfera dei .fatti. E qui pure fu chiesto se i-1dubbio non feriva il fatt-0 stesso, se distrutto il cielo non invadeva la terra, s-e non rendeva inoerto l'avvenir,e, incerta la fede nella J>ivoluzione,incerta ogni speranza di sfuggire alle tirannie del passa:to. - Vedevansi gli uomini sorgere liberi ed eguali. dal limo della sensazione, e sembrava impossibile che taluni potessero ,poi arrogarsi diritti, privilegi e supremazie a nome di più eletta origine; ma fu chiesto se l'ineguaglianza che poi sorge dalla sensazione non sia anch'essa terrilJile, se, opera della mente che sovrasta a,1diritto primitivo, non fondi anch'essa il suo diritto, e se non conduca a stabilire lo spaventevole diritto della forza. - Confidava:si.nella .ragione, ma fu chiesto $6 1a ragione non è fuori del senso; se, posta fuori del senso, nelle idee, non ha il diritto di trascendere -la natura, se nel trascendeTe la natura, non ha il diritto di disprezzare il mondo che la scuola di Locke presenta come la terra promessa, se non ha il diritto di metter capo ,nel cielo di Socr-awo di Platone o de' neoplatonici, d'onde si passava nel cielo di Cristo. Quindi nuovi sistemi oltrepassavano disdegnosi la con• quista di Locke, spieg,àvano il volo attraverso la storia, e rimaneva dubbio se la :rivoluzione non fosse un accidente, se ,la negazione volteriana, se la demolizione di Rousseau non fossero traviamenti d:i un popolo febbricitante; e dottamente si trassero inn1;1,nzLi eibnitz, De-
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