Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

346 GIUSEPPE FERRAR! tura, e la fraternilà che stabiliwe tra gli uomm1, si l'iduce ad un'astrazione derisoria. V'ha di più: in forza del sistema mistico ogni progresso viene aborrit.o, perchè naturalmente ripugna al nostro sistema, e no1 respingiairno anticipatamente il sistema avvenire. Ogni dogma maledice, qual'eresia distruggitrice della società, il oogma che deve suooedergli. Il paganesimo aborriva l'eresia giudaica, che abbommava l'eresia cristiana, che alla sua volt,a anatemizza l'eresia protestante. Noi siamo sotto il peso della maledizione di tutti gli uomini che ci hanno ,preceduto; e tutti i sistemi attuali, interrogati positivamente sul vero ed ultimo sistema dell'umanità, sarebbero unanimi nell'esecrarlo, come una profanazione atroce. In che unodo affermare che sistemi in guerra reciproca, che sistemi unanimi per combattere il sistema dell'uma,nità non ostino alla fraternità degli uomini? Sarà chiesto ancora se il ritmo della vita non è distrutto dalla differenza che separa e mette in contraddizione i diversi sistemi mi,stici. Il ritmo dà un valore vago aUe cose; il sistema mistico diminuisce, annienta questo valore; alcuni popoli adorano idoli aborriti da altri popoli; la superstizione dà un prezzo stravagante e folle ad oggetti, a parole che non hanno valore umano. Non diremo che qui il ritmo si spegne? Rispondo, che i popoli dHfe,riscono e pel sistema mistico e pel sistema meccanico. Il sistema mistico fa differire le inclinazioni, il sistema meccanico fa differire i valori determinati: ma queste differenze non distruggono il ritmo della vita, più dj quello che gli individui distruggano il genere. Sì; i popoli si disprezzano a vicenda; ognuno di essi si creòe il popolo életto, il primo tra le genti; sì, havvi una profonda contraddizione tra l'uniformità del ritmo e la diversità dei sistemi mistici, tr.a il valore e i valori, tra l'armonia degli istinti e le armonie degli isti·nti. Sotto la pressione della log.ica il sistema mistico annulla il ritmo; noi dobbiamo negare il -senso oomune al frate, al bon:ro che s'impon-

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