Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE padroniscono di questo ragionamento procisamente per ,provarci che la società, la :lingua, le arti furono insegnate dal loro Dio. Sembrò naturale che la società si fondasse sull'unico principio della sociab'ilità. L'uomo, dice la scuola -scozzese, somiglia agli animali che vivono in gregge; egli cerca l'uomo, come il cavallo cerca il cavallo. Ma potrebbesi domandare se la socievolezza, inveoe di essere la causa della società, non ne sarebbe piuttosto :l'effetto. Trascuriamo qu-esta obbiezione. La società non è una gr,eggia, non un semplice adunar.si d'individui; essa è ordinata, i suoi lavori s',intr-eociano, le sue funzioni si suppongono, formano un tutto unico e indivisibile: potrebbe l,'or,dine esser generato da un fortuito incontro? D'altronde, la sociabilità delle gregge è ciecamente benevo-la: ma l'uomo non è sempre be,nevolo per l'uomo; nella società cerca onori, vantaggi: nella più Innocente brigata non ride se non deride; si soUazza alJe spalle degli assenti, non è contento se non domina i suoi eguali. L'uomo è nemioo dell'uomo, viaggia armato, chiude la sua casa con ispranghe di ferro; le città sono ci.reondat.e di bastioni; i popoli assicurano la pace addestrandosi alla guerra. Tra gli animali non hannovi dispute di onori, di preooden2ie; l'interesse pubblico e l'interesse ,privato trovansi d'accor<lo; iI pensiero dell'animale non è novatore, non sedizioso; ma la lingua dell'uomo è una tromba di guerra. Il legislatore imagina profonda perversità nei cittadini, si studia prevederne tutti i delitti, contrappone il te.rrore all'astuzia; la sua legge può essere santa, ma non può essere innooente. Noi tutti, per render.ci tollerabili gli uni agli altri, dobbiamo dissimularci, illuderci a vicenda colle regole della decenza, della crean:2;a,della prudenza; non è lecito di palesar tutto il pensiero; guai a'lla cieca. confidenza; maledictus homo qui fidit in homine. E si vuol spiega·re la diffidenza colla confidenza? l'odio C:Ollabontà? la società colla sociabilità ? Hobbes e Ma.ndeville, espositori di questa critica, ren-

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