Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

GIUSEPPE FERRARI suoi :mezzi di offesa e di difesa contro i traviamenti ir.- dividuak Così la società è dop·pia: violenta e spontanea. Esteriormenie la società op-era coi mezzi meccanici, muovesi materialmente nell'andamento, nello scopo, in ogni cosa; pure chi dispone degli eserciti, dei tribunali, delle ipr,igioni? La forza invisibile della vita, che comanda alla logica, che distrugge i dilemmi critici, e che spegne nel nascere l'interversione degli istinti. Se si trasanda la rivelazione della vita, è forza chi& de.re aUa logica l'origine della società; allora si deve dedurla da un principio, svol,gerLalogicamente, e si arriva non alla scienza sociale, ma alla metafisica sociale. Così Montesquieu crede spiegata la società di,éendo che l'uomo vi nasce: ma tutti gli animali nascono in sooieLà; perchè l'uomo ,rimane associato? Non gli mancano cause <l'ostilità co' suoi simili. Un'altra teoria risponde, che i nostri bisogni ci chiamano alla società, e vi ci ,f,a,nnorimaner.re: non v'ha dubbio; pure il consorzio è forse l'opera de' nostri bisogni, o i nostri bisogni non son piuttosto il suo Tisultato? Il dubbio è perm€8so; igrwti nu,l,la cupido; il selvaggio non ha i bisogni di un cittadino. D'altronde, tra i bi,sogni e i beni, tra i desiderj e i vafori da cui' sono soddisfatti, havvi un abis- _, so; il desiderio di camminare senza stancarsi non inventa la carrozza. Dond·e scaturisce l'invenzione? Dalla -ragione, risponde un'altra teoria; ed eccoci dinanzi ad un nuovo ostacolo. La ragione è vuota, e i ragionamenti sono l'oper,a della società; Ja •ragione è nulla, o, identificata coHe nostre cognizioni, essa ignora quanto non le venne insegnato; qual'è dunque il mae.stro della società? P.er or.din.are .bisogna educar,e gli uomini,,e l'educazione suppone la società già stabilita: d'indi le conclusioni, che la società era necessaria pe:r inventare• la socitità; che le lingue erano necessarie per inventa.re le lin,gue: il che toma quanto i,l dire che Socrate non poiteva nasoore, che il moto è impossibile, che non si può nulla apprendere; e il più strano si è che a teologi s'im•

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