Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DEU,LARIVOLUZIONE 33Sl sta aid indizi fugaci e cwpri-cciosi sarà assurda quanto il ·benessere del materialismo. Tale è il procedere di Giacomo Boehm, di Roberto Fludd, di Carlo Fourier; ta.J.eè sempre stata la metafisica della vita nell'equazione fantastica del mist.icismo. Ho indicato i caraUeri delle tre grandi teorie metafisiche della v-ita. Le toorie intermediarie rappresentano la complicazione degli stessi vizi. CAPITOLO VII. LA RIVELAZIONE DELLA VITA DETERMINA E DOMINA L.\ SOCIETÀ. Non siamo governati dall'inspirazione, non dalla logica; ,non havvi un'arte astratta di vivere; non havYi una scienza della natura la quale ci dimostri che l'universo corrisponde alla nostra aspettativa. Il nostro destino sorge dag.Ji istinti della vita. In qual modo dovrà esso atLuarsi? I nostri istinti si sviluppano in due sensi opposti, l'uno angelico, l'altro satanico: chi sceglierà nell'alter-nativa? Ancora il ritmo della vita· che determina e <lomina la società. Nell'individuo le funzioni istintive si armonizzano senza ch'egli se ne aocorga per vegliare alla sua conservazione; .mamgia per soddisfare: alla fame, e le sue forze si ri-nnovano; ama per ama1,e, e la sua specie si pro-paga; la collera è involontaria, ma ci difende: l'amidzia è disinteressata, ma ci procaocia difensori. Ad ogni momento i,l problema della nostra esistenza viene sciolto dalla vita, che dirige l'intelletto verso uno scopo da esso ignorato. Lo stesso fenomeno si ripete nella società; la natura l'abbozza ,nella famigHa, l'estende colla propagazione della specie, e dispensa le diverse funzio-

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