Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 337 inventare nè una falsa natura, nè un falso universo; senza sostituire il vuoto all'essere, H cielo alla terra. Pure non riescono nell'intento, e son smentiti e ripulsi dalla natura. Poichè, in ultima analisi, essa non risponde all'aspettativa dell'uomo; se vi risponde, spesso s'inganna; che fare? La teoria è positiva, materiale; ed essendo affatto mec-canica, termina tutta nel meccanismo: se questo fallisce, bisogna sostituire all'aspettativa il disinganno, alla speranza la disperazione, al coraggio la viltà, al ritmo della vita una scempia igiene per la conservazione della nostra salute. Il ritmo guerriero, militante, che invoca la solidarietà umana, viene compiutamente disconosciuto. Quindi la filosofia inutile alla vita; quindi gli ardenti apostoli della libertà trasformati da una disfatta in misantropi inetti; quindi il magnanimo entusiasmo surrogato poi da un duro disprezzo per l'umanità, il quale dovrebbe pur essere riservato a coloro che confidano la causa del vero ad un evento, e non al principio stesso della vita. Il dì della sconfitta cadono in terra, non havvi più il fatto mecca1J1icoesterno che li sostiene; ,il generale, il liberatore, l'imperatore in cui confidavano, è sparito: e dopo d'aver proclamata la natura benefica, finiscono a procla- ··marla ostile, e si lasciano vincere dal fato del loro proprio egoismo. La terza soluzione metafisica dell'antinomia tra l'uomo e la natura fu data dai mistici e benchè sia la più assurda, pure cerca la vita là dove e intende che la logica non può penetrare il secreto della vita nè colla rag'.one, nè colla sensazione. Così i mistici abbandonano il razionalismo ed il materialismo alle contraddizioni eterne della critica; secondo essi, .}a vita sta nella fede, nei miracoli del cuore, nei trasporti dell'estasi, ivi risiedendo la vita della vita. Però i mistici anch'essi tratti dalla metafisica a stabilire un principio primo, devono subordinargli in qualche modo tutte le apparenze ed a fare sì che un'apparenza regni su tutte le altre. Di là. una serie ·indefinita d'errori. La fede, l'estasi, i rapi• 21

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