Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

336 GIUSEPPE ;FERRAR! ca.nico, per cui la pietà diventa l'interesse personale, un ritorno sopra noi stessi; l'amore della famiglia si trasforma nell'amore della nostra persona; il coraggio si riduce ad una forma della viltà; la religone ad una riun·one accidentale di nozioni chimeriche: il genio ad una felice compagine di ,sensazioni. L'insieme è una specie di atomismo, ;i ·cui elementi sono le sensa- . zioni, gli interessi ,che si. comb:nano, .si separano e vanno coordinandosi e disponendosi in noi stessi. Ne consegue in primo luogo, che 4 vizi dell'atomismo si riproducono nella teoria della sensazione. L'atomismo materiale no-n crea gli ,esseri, non rende ragione dell'unità del corpo organizzato, trovasi in contraddizione colle qualità che appaiono, scompaiono e si combi_nanosecondo leg.gi opposte alla meccanica. Istessamente l'atomismo psicologico della sernsazione non rende ragione del ritmo, della nostra unità, dell'armonia deglj istinti; non dà alcun senso al discorso, nè un andamento all'azione e trovasi in contraddizione coi valori che si compongono e scompongono, secondo un'aritmetica che viola -l'aritmetica materiale. Voglio credere che la pietà sia un interesse mascherato, che la religione sia una serie di no?ioni chimeriche, che l'inquietudine, il disagio siano i soli nostri impulsi, che l'amor proprio sia l'unico mobile dell'uomo. Rimane sempre che io sono uno nella mia felicità; uno nella simmetria sfuggevole della mia vita: un bene che violi questa simmetria, non è un bene; essa non tollera addizioni grossolane, e se viene alterata, perisce per intiero. Tale è la vita in tutti i momenti della mia esistenza, in tutte le epoche della storia. Dunque l'equazione dell'interesse disconosce il ritmo, lo nega, e finisce a mettersi in contr~ddizione coll'io. In secondo luogo, i metafisici della sensibilità nell'abbozzare l'arte di vivere sono addotti a riprodurre sotto nuova forma i precetti dei razionalisti e parlano come se una ragione meccanica, invariablle governasse l'universo, o ,come se la natura fosse una divinità. Egli è ve:roche.si attengono a questo mondo, senza

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