Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

334 GIUSEPPEFERRAR! ci sono ostili; noi le combatteremo, noi agiremo oome se l'universo corrisponde5'8e &lla nostrta aspettativa, come se le stelle che splendono nel firmamento non avessero altra missione che d'inviarei un raggio di luce durante la notte. Siamo sul nostro pianeta, come l'equipaggio sulla nave; giungerà esso in porto? potrà attraversare l'oceano del vuoto? Havvi un porto? I venti possono sommergere la nave, gli scogli possono infrangerla; le malattie, la fame, il freddo possono mietere l'equipaggio; nel fatto, i marinai muoiono, le vele sono squaroiate, soventi ,le braccia mancano al lavoro, qualche volta eccedono; non si conosoe :la nave, non fu bene esplorata: per lungo tempo operavasi come se il porto .fosse a qualche lega di distanza, disp,re.zzavansi gli istromenti, il sartiame, i viv•eri ammassati nella stiva. Ma conviene avanzare, il cielo vuole che si pa-ssi, uccide chi si forma; vieta il retrooedere. Bisogna operare come se vi fosse un .porto, come se i v-enti fossero dootinati a condurci, come se le rupi, le sabbie, le cor,renti fossero create a bella posta per tener desta l'att.enzione dell'equipaggio. La vita vuol che si viva. Dimenticando il ritmo e l'imperiosa aspettativa che lo anima, dimenticasi il primo principio del destino, e solo scorgesi la contraddizione tra l'aspettativa deU'uo- .mo e la fatalità della natura .. Su questa contraddizione sbizzarrisce -la. metafisica e domanda colla filosofia chinese se la natura è buona o cattiva; colla filosofia greca se il mondo è .governato dal caso o dalla ·ragione; colla filosofia moderna se la natura è fatta per l'uomo, o l'uomo per Ia natura. Qui ,le grandi soluzioni della metafisica si riducono a tre. La prima più generalmente ammessa, quella di. Socrate,, suppone che l'univ-erso sia veramente fatto per l'uomo, e che la ragione dell'universo non sia se non la nostra. Qual'è dunque la •ragione dell'uomo? La ragione di Socrate non è quella di Trasimaco; il pensiero di Seneca non è quello di Nerone, e per mantenere l'unità della -ragione umana, la metafisica deve dichiarare che

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