Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RlVOLUZlONJ: 329 CAPITOLO \'. IL RITMO DELLA VD:A. La vita composta di più istinti, che un'aritmetica misteriosa combina e trasforma r-imane sempre sulla base di quest'aritmetica che io chiamo il ritmo della vita, la misura ineffabile primitiva ma proporzionale che presiede alla combinazione de' nostri istinti. L'essenza dell'uomo trovasi rn:il ritmo, e non nella ragione. La ragione si limita. ad affermare, a negare; non può spiegar nulla; non ha scopo, nulla vuole, nulla cerca: se un dramma s'interrompe, non ne dimanda il seguito; se la conversazione si ferma, non ne cerca Ja conclusione. Per la ragione tutte. le proposizioni hanno lo stesso valore, o piuttosto non hanno valo-- re alcuno. La vita sola apprezza, dà un valore alle cose, e pertanto il ritmo della vita dà solo un senso al dramma, alla commedia, al discorso : ne dimanda la fine, la conclusione, respingendo la leggerezza, la frivolezza, ia stravaganza come vizi che falsano i valori. L'intelligenza non regna dunque sulla vita; al contrario, la vita si serve dell'intelligenza; det.ermin,a lo scopo, l'interesse che si vuol raggiungere, e l'inteHigenza obbedisce, subordina i mezzi allo scopo, attua le nostre intenzioni nel mondo in una maniera meccanica e dev'essere serva dell'istinto. Se i miei desiderj oossassero, a che la mia ragione? Siamo adunque mezzo inspirati e mezzo automi. Siamo inspirati per l'istinto, per la vita; siamo automi per la ragione chè la vita domina onde attuarsi meccani-camente nel mondo. Il doppio fenomeno della inspirazione e del meccanismo. trovasi dappertutto. L'amant:! è inspirato quando ama, e diventa intelligente e meccanico per raggiungere lo scopo dell'amore; l'inspirazione

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