Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

322 GIUSEPPE FERRAR! ta si toglie con tutta la sua forza dalla via diretta; e se non riesce ne1lo sforw, cade fatalmente Mll'a:stratto; la poesia inaridisce. In qual modo il poeta ci ha rappresentato l'ira d'Achille? Coi fatti; e svolge dinanzi a noi un dramma, ci rende spettatori dell'ingiurioso ratto di C1·iseide; l'eroe si ritira sotto la sua tenda, freddo mira la strage dei Greci, non si pi-ega alle istanze di tuti i capitani, e non si arma se non quel giorno in cui Ettore gli ha ucciso l'ami-co. No; Omero non canta l'ira d'Achille; egli descrive, racc-0nta, ci trasporta sotto le mura di Troja, e tutti i sentimenti del suo eroe si risvegliano in noi. Shakespeare non ci descrive l'amore di Giulietta e di Romeo, ne espo-ne la storia; Giulietta discende viva nella tomba per raggiun~ gere iil suo amante e il poeta desta collo spettae-010este-- riore della tragedia tutte le forne della nostra int.erna rivelazione. 7.0 La vita segue tuUe le evoluzioni circolari de-Ha natura. Qualunque ne sia la ragione ooculta, i contrari si collegano, si alternano, le forze opposte primeggia• no a vicenda in ogni cosa; e l'immensa maggioranza dei fenomeni ritorna in sè stessa con un giro periodico. Di là 1-e-evoluzioni dei pianeti, il moto della terra,- H corso delle stagioni, il sucoodersi del giorno e della notte. Noi non sappiamo se il moto molecolare ha i suoi periodi; possiam supporlo se ·guardiamo ai contrasti del magnetismo e dell'elettricità che alternano le att-razioni dei due poli. La vegetazione è pur visibilm-ente cirwlare: la pianta respira, si nutre, si riproduce, segue l'alt-ernarsi del giorno e della notte, sente il moto de' pianeti. La natura si ordina, si anima, s'innalza perfezionando e moltiplicando i suoi circoli. L'animale è una macchina periodioa per l'inspirazione e la respirazione, per la circolazione .del sangue, per il moto ·peristaltie-0e anti~rista~tic?, pel r):1-no~arsi de' bisogni fisici, pel passaggio dall azione all rnaz1one, dal lavoro al riposo, dalla sveglia al sonno. Il nostro giro si complica •assa<pi iù che non appare alla. vista.;

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==