Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

S~ZIONE SECONDA LI\ RIVELI\ZIONEDELLI\ VITI\ CAPITOLO I. MANIFESTAZIONE DELLA VITA. La rivelazione delle cose trovasi rnddoppiata da una seconda rivelazione, quella della vita. Per la prima le cose non hanno va'1ore, la verità non ha senso, la ragione limitasi ad affermare ciò che è od a negare ciò che non esiste e -rimane indifferente al bene e al male. Mra colla vita sorge il dolore, comincia il ,piacere, si sente, si vuole, si opera, si dà un pregio alla verità, un valore aUe cose, uno scopo all'azione. Se la rivelazione degli esseri sfugge ai dilemmi della natura e del pensiero, la rivelazione deUa vita sfugge a quelli del bene e del male e impadronendosi della logica, invol,a il problema delila felicità alle contr,a;ddizioni della critica. Seguiamola nella sua manif.estazione. La vita si sviluppa progressivamente; la sua prima manifestazione consiste nell'impressione che produce in noi ogni apparenza. I fiumi, gli astri, tutti gli oggetti inanimati ci impressionano, la luce pa,rla il linguaggio misterioso dei colori e delle prospettive, il suono ci strazia o c'intenerisce, il romore ci ,anima, il silenzio ci sgomenta, l'oscurità e-isconforta. Dunque alla semplice intuizione di un oggetto noi gli diamo un valore: questo

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