G!USEf>.PE FERRAR! Americani e Chinesi, Russi e Inglesi avessero vissuto nella medesima società sotto uno stesso governo, che finalmente Hegel dia la sanzione del suo genio alla loro equazione tra il disordine materiale della storia universale, e l'ordine col quale i sistemi si· succedono nelle società si spesso interrotto, ricominciato, ripetuto, sospeso in innumerevoli guise, non lo possiamo intendere ed imputiamo a simili divagazioni il discredito da cui la filosofia della storia non è ancora liberata. Non è mio pensiero di analizzare le macchine metafisiche colle quali si volle stabilire l'equazione tra la storia ideale quale si svolge nella mente dei popoli e la storia universale che ci presenta le nazioni reciproCJ:1menteostili in mezzo a continui disastri e credo inutile di qui ripetere la critica del sistema storico di Heg,elche esposi altrove (1). Solo osserverò che egli sostituisce il disordine della storia universale all'ordine della storia ideale quale -nasce in ogni uomo che pensa, in ogni famiglia e che si estende in ogni libera nazione; egli accetta tutti gli accidenti della natura come predisposti appositamente, le distinzioni dei continenti, il corso dei fiumi, le diversità delle razze come obbedienti alla successione dei sistemi; le battaglie, le conquiste, le invasioni come volute dalla Provvidenza e per quanto abili siano le sue deduzioni, accorte le sue eliminazioni sui popoli ribelli alle sue leggi, ù'onde trae alla fine il disegno della sua storia universale ? Dal Cristianesimo che gli suggerisce la teoria dei popoli eletti utilissima per equivocare in mille modi sull'antinomia tra popoli e l'umanità. Il popolo eletto sta all'umanità come l'individuo alla moltitudine, come il novatore alla tradizione; i suoi lumi, le sue gesta, la sua gloria, le sue conquiste lo fanno considerare /. (1) Vedi Eun,i a11r le pl'i1teipe et la pl&ilo1opl&i11 de l' hi,toire, Parli, 184.S. ·
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