Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 311 Invano ci sforzeremmo di sciogliere il dilemma con ragioni astl'atte. Non possiamo dominare a priori l'origine stessa della rivelazione per dimandarle perchè ha imposto al benessere la condizione del lavoro, al riposo la ,condizione del moto, alla scienza quella dell'ignoranza, ad ogni invenzione quella del bisogno. Dappertutto il dolore presentasi come condizione del progresso; il genio del male celebra il trionfo del bene, la fatalità si offre come condizione della provvidenza. La divisione e l'associazione si contendono tutti i popoli e tutte le fasi del sistema sociale. La metafisica tenta di sciogliere il dilemma con un termine per cui il lavoro della ragione si concorda col corso degli avvenimenti naturali in guisa che la storia universale si svolga secondo un disegno unico. Questo pensiero veniva suggerito dalla religione che col monoteismo dava necessariamente un signore unico alla natura, un sol monarca a tutti i popoli, un solo destino all'umanità, il cui dramma cominciava nel cielo, cadeva sulla terra, nel mezw di accidenti anticipatamente predisposti, onde poi compiersi di nuovo nel cielo. E s'intende che sulle ali della fede, sostituita la leggenda aUa storia, trascurato il lavoro della mente per cui Dio sorge· naturalmente nella mente di ogni popolo, trascurati i dati più positivi sull'emigrazione delle idee da un popolo all'altrv o sulle loro dissimidianze l'India subordinasse l'universo alle sue incar- ~azioni e il Cristianesimo lo sottomettesse alla 'leggenda ebraica e al figlio di Maria crocifisso a Gerusalemme. Ma che dei filosofi non obbligati in coscienza a pror,edere ad occhi chiusi, accettino a nome di un Dio di cui non hanno mai udita l,a voce, la correlazione iperbolica tra la storia dell'uomo e la storia della creazione, che Herder venga ad assicurarci che il globo terrarqueo si .comporta egregiamente facendo un progresso ad ogni sua epoca cosmka in onore della nostra signoria, che Kant .c'imponga come un'opera meritoria di cer{!are il disegno unioo della storia del genere umano, come se

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