• GIUSEPPE· FERRAR! mercio, le attiLudini svariate delle naziom m altrettante vocazioni distinte per raffinare la divisione del lavoro. Nella barbarie, ogni religione sembra figlia della Lerra, radicata nel suolo, immedesimata coi luoghi, colle ,circostanze di un popolo, e tale che.non può essere adottata da altro genti, nè emigrare senza svanire, e il suo culto è locale, perchè dinanzi ad essa la località è il mondo intero, l'assoluto de' metafisici. Ma dal momento che la religione ha fissati g-li uomini alla terra, inciv,ilito il suolo, stabilita la società sulla sua base, essa diventa mobile, si sta•cca dalla terra, non ha più patria, non focolari domestici, si fa cosmopolita: il globo perlustrato, le arti, le invenzioni; i lavori delle diverse regioni, avvicinati, scambiati, son materia di principi i che non possono più capire in un confine determinato. Concludiamo che una è la storia ideale, eterna, nella quale corrono nel ·tempo le storie particolari di tutte le nazioni; che questa storia conduce all'umanità da tutti i punti della terra, che la diversità dei culti esce dalle sue epoche, non dal clima, non per isolare, ma per associare tutti i viventi. Vico, il primo a pronunziare la parola di storia ideale, s'ingannav·a nel det-erminarne le epoche; nè ad altri r·iuscì questa operR. agevole: -- non fu determinato se debba procedere astrattamente senza pronunziate i nomi degli uomini e delle cose; - se convenga svolgerla a traverso momenti ideali, come uomini idèali, come vittorie jdeali; - se possa toccare la terra senza cadere in particolarità, che le tolgano il suo oarattere di scienza; - non vedo nè stabilita nè soppressa la ricerca di un Cristo ideale, di un Maometto generico, di un Confucio eterno, che siano formola e tipo degli uomini particolari che attJ.rnno i diversi momenti de' rispettivi sistemi; - non trovo nè sciolto nè escluso dagli scrittori jl problema delle origini e quello dell'ultimo termine dell'umanità; - e la scienza della storia involta nelle nubi della nostra ignoranza, lascia le similarità de' popoli quasi frammenti di scheletr.i sconosciuti, che la mancanza di un'anatomia
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