GIUSEPPE FEHRARI antinomie possono tutLe tradursi nell'anhnomia tra l'idea del vero, una per essenza, e le varietà delle opinioni, molt.eplici quanto gli individui, nè si potrebbero dominare metafisicamente scambiando l'antinomia dei popoli e dell'umanità con quelle de' criterii, dove non trova uscita alcuna. La rivelazione sola scioglie il dilemma col fatto. In quel modo che _lavarietà delle opinioni mostra che gli uni sono nell'errore, gii altri nel vero, e gli uni ritardati dalla propria ignoranza o distratti dalle proprie occupazioni non ,possono raggiungere la scienza faci-1mente conquistata da uomini più felici o più ingegnosi, la varietà delle r€ligioni e delle leggi dipende anch'essa dalla scala del progresso, per cui taluni popoli rimangono attardati dal clima, o dal suolo o dalla razza o da ·circostanze eccezionalmente infelici, mentre altri popoli percorrono rapidamente la carriera della civiltà. P,ertanto il variare dei culti rappresenta solo la diversità dei momenti storici del sistema sociale, ognuno di essi si riduce ad un'epoca nella serie delle epoche. La riforma non detronizzava forse il Papato del medio evo con un nuovo progresso? Anteriormente il papato non modificava forse con rivoluzioni tremende il Cristianesimo di Costantino e dei padri della Chiesa? Se risaliamo più oltre non vediamo forse lo stesso Cristianesimo sorg€re sulle rovine del Paganesimo dei villaggi e della scuola d'Alessandria? Le religioni si muovono; rapide o ritardate nell'ordine cronologico delle date, si schierano nondimeno regolarmente nel tempo ideale; come il tre non può precedere il due, Maometto non può presentarsi prima di Cristo o lo precederebbe inutilmente, e la varietà dei culti è dovuta come~la varietà del-le opinioni alla rivelazione crescente dei popoli. \ Invano osservando un popolo in ritardo e l'altro più celere si tenterà di trarne un contrasto colla. logica. e di spezzare ;per cosi dire in dm~ l'umanità. loro: questo triste lavoro di alcuni metaflsid troppo compiacenti per
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