Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

29G G fU SEP .P E FERRAR! de prov,engono e la fede e la ragione e questa volta almeno i sapienti regnavano di fatto. Ma che dirè delle società estranee al cristianesimo dove non regnano? Che dire di essi se regnano a torto? Quando• Descartes separa la filosofia dalla religione prende ancora più risolutamenLe la difesa dell'individuo contro la società, dichiarando buono ogni suo lavoro che riesce pur sempre armonico, di getto, nel mentre che le opere collettive sono pessime, contraddittorie e simili alla topografia strana e casuale delle ·wcchie città, costrutte nel corso dei secoli. Non le si preferirebbe di fatto il disegno del più mediocre architetto? Ognuno sa quanto il filosofo francese fosse disprezzatore della storia, della filosofia, delle lingue, dell'erudizione, di ogni opinione o fattura non sua, non tratta dall'imo fondo del suo io pensante, che lasciava in contraddizione col genere umano. · I filosofi del secolo XVIII continuano l'apologia dell'individuo contro la società, colla sola differenza che questa volta l'individuo da loro proclamato non è più nè il sapiente antico, nè il sacerdote cristiano, nè il filosofo cartesiano condannato a volontaria solitudine, ma un tribuno che ora minaccia i re, ora si scatena contro le religioni, ora vezzeggia i popoli e in ogni modo devastatore o edificatore vuol rifare la società. Ma in qual modo il tribuno isolato potrà rifare l'umanità? come rovescierà le monarchie antichissime dell'Europa, una religione sì vasta, un sacerdozio sì potente? Se accusa tutti di demenza come potrà sperare nella forza della verità? La necessità dell'azione fece sentire più grave che mai quella di un termine medio tra l'individuo e la società, tra i novatori e' i popoli, tra i genii inventori e le inette molt_itudini, e Reid la cer,cò~metafisicamente nella teoria del senso comune, principio co- - modissimo per mettere d'accordo i filosofi e i contadini: Col senso comune si sacrificò apertam~nte per la prima volta l'individuo all'umanità, se non che l'innocuo sacrifizio lasciò -le cose come pr.ima ~ la filosofia e I

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