FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE CAPITOLO XVII. GLI UOMINI E I POPOLI. La prima antitesi della logira contro il sistema sociale viene dalla prepotenza dell'individuo. Legi&latore, profeta o conquistatore, l'individuo dispone dbl popolo a cui appartiene. Ogni trovato non è forse individuale? ogni religione non suppone forse un Messia? Quindi la facilità con cui si può svolgere l'antinomia del sistema -sociale: da un lato, la società è un tutto ordinato, si svolge regolarmente; ogni individuo è sua fattura, sostiene le parti da essa destinategli; dall'altro lato essa dipende dagli individui, dagli inventori, dai legislatori; cammina a caso, può essere avviata al bene o traviata in tutti i prinèipii dell'industria, dell'arte, della scienza e della religione. La metafisica si sforzò di trarsi dall'alternativa, ma come? colle astrattezze e per citare un solo esempio dell'antichità, Platone assimilò l'antinomia dell'uomo e della s9ci,età coll'antinomia dell'individuo e del genere e sottoponendola alla sua teoria delle idee la dominò col regno dei sapienti o dei contemplatori delle idee. Ma in fondo non la dominava perchè scelse uno de' suoi due termini, sacri'fìcò la moltitudine all'individuo e poichè questi non regnano il mondo procede a caso ora coi sapienti ora colle.moltitudini. . Il dilemma si stabilisce più aperto nella scolastica dove ogni dottore nel tempo soosso cristiano e filosofo apparteneva alla tra,dizione e lottava contro di essa e spendeva la vita nel cereare dei termini medii tra la fede e la scienza. Nel contrasto tra l'individuo e la società si prese per termine medio la Chiesa o il sacerdozio, ancora il regno dei sapienti contemplatori del vero d'on-
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==