FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE 201 CAPITOLO XVI. LA SOCIETÀ PASSA DA UN SISTEMA A TUTTI J SISTE.\lI POSSIBILI. .l<~ssendloa società un sistema vivente, dobbiamo applicarle le leggi giusta le quali i sistemi si succedono neH'individuo. Ne nasce che essa è in balìa della rivelazione; parte dalle credenze primitive ;per cooi~dinare i suoi dogmi aJ1'€ternità senza sospettare che il mondo possa alterarsi; ogni popolo credesi il popolo eletto, il signore supremo dell'universo; non conosce che sè st€sso e che il suo momento. Ma il mondo si muta, si altera, varia, smente l'eternità de' dogmi proclamati e allora la sapienza delle nazioni vien meno e sotto la sf€rza del disingan110 si ricorregge di continuo e passa così da un sistema a tutti i sistemi possibili. Il moto p€r cui la società -passa da un sistema all'altro è pur sempre quello dell'errore e come nell'individuo conta quattro momenti fa~ilmente discernibili i,n ogni e,poca della storia, purchè la si osservi nella mente dei popoli, cioè nelle loro idee quali appaiono n€lle leggi e sopratutto nei governi. Pertanto i1 primo momento in cui l'errore non an- •cora avvertito cessa di convincere e domina a stento degli ostacoli prima sconosciuti, si trova nelle generazioni sottoposte a governi decr-epiti ma ancora rispettati e agital,e da novatori potenti ma ancora allo stato di semplici cittadini o di uomini eslegi come Calvin0, Desçartes o Voltaire. Il secondo momento della contraddizione tra ,il vero ed il falso scoppia coHe guerre civi,li tra l'antica e la nuova società e appaTtiene alle generazioni torbide, instabili e straziate all'imitazione dell'era che scorre dal
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