Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

GIUSEPPE FERRAR! I u,nico e indivisibile che si spiega coll'intelligenza serva dei fatti e non con criteri -soprannaturali o trascendentali. In somma la società non è altro che la mente dell'uomo generalizzata, alle prese colle contraddizioni positive, che scioglie come altrettanti problemi a profitto di tutti. Le cieche ribell.ioni dell'istinto, le passioni sfrenate, e qua,nto non entra nel sistema della società, non conta se non come la follìa, come i,l mal-e che bisogna guarire. Spesso i dogmi de' popoli contengono misteri e contraddizioni che ripugnano alla ragione: nondimeno rimane sempre il sistema, giacchè i misteri e le contraddizioni delle religioni sono le stesse antinomie cJ1e sovrastano alle origini di tutte le cose, e c_hele nazioni in ciò simili ai filosofi confondono per difetto di critica colle antinomie positive e materializzano e compendiano nei simboli. L'assurdo del simbolo non viene ammesso se non per meglio combattere la contraddizione; poichè indicata e acoottata d'un tratto una contraddizione evitansi meglio tutte le altre. Il mistero religioso ridu- · cesi ad un fatto come l'alterazione, ad :una storia, ad un prodigio; esso è la trinità divina, la passione del Cristo, il miracolo dell'eucaristia; fa solamente l'ufficio di un fatto storico; e una volta stabilito, tocca alla logica a di-fenderlo, a distinguerlo dagli altri fatti, a dedurre le conseguenze che contiene. Dunque, a malgrado de' misteri, ogni religione è un sistema; sarà erronea senza cessare d'essere coerente; travolgerà nelle sue favole la vera rivelazione, senza che il suo errore sorga dalla vuota possibilità di tutto ammettere; falserà materialmente i fatti, senza mai negare la rivelazione natur:ale nel principio. "

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