Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

20 GIUS.EPPi FERRARJ In sostanza il Ferrari vorrebbe in quest'ultimo suo libro formulare per la storia una specie di le gge fissa, ari/melica, secondo la quale gli avvenimenti si svolgerebbero attraverso i secoli con una stessa successione, 'in 71eriodifissi e determinati all'incirca della stes sa durata. Ogni 7Jeriodo politico succede all'altro, come per una f atalilà preordinala; ed in ognuno si afferma un nuovo principio. « Ogni nuovo principio si serve di quattro generazioni che domina in modo da for mare un solo dramma, e poichè i principii succedono sempre ai principii, le generazioni si seguono da quattr o a quattro con intervalli della durata media di 125 anni. Perciò il cristianesimo si stabilisce in 115 anni; la Francia acr.orda quattro tempi alla riforma religiosa, da l 1514. al 1620; quattro alla modernizzazùme della aristocraz ia, dal 1620 al 1750; quattro alla rivoluzione propriamentP. eletta, che si esaurisce ai nostri giorni. Tutte le epochr anteriori obbediscono a questo inevitabile quaternario ... » (i). !)inevitabile quaternario, cui Ferrari pretende va dare la perfezione di ·un cronometro, - preparazione, esplosione, reazione, soluzione, di cui ciascuna fase durerebbe dai 29 ai 66 anni, rna senza sorpassare nella loro somma la media di 125 anni, - diventava così qualcosa, 7Jercui la storia umana non era più che una su ccessione meccanica di fatti sottratta ad ogni arbitrio, ad ogni s71intaidealistica; e così si spiega come Ferrar i potesse arrivare ad una conclusione così arida e desolan te di tutta la sua attività di pensatore e di agitatore di i dee. « La mia teoria sulla misura del tempo o sul me ccanismo delle rivoluzioni si scioglie· dal peso della na rrazione, per aspirare, con la precisio1/e dei numeri, all a universalità della scienza; io vi giunsi cercando altro : in traccia deU'uomo libero, trovai l'uomo macchina, le leggi del suo mutarsi P rimutarsi, la forma dt>l ~uo ingan- • (1) G. Fm·<o·i. - Teoria dei Periotli Politioi, - Edlt. Hoepli, MilAno, 187ii. - pa". 113-114,

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