Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

FILOSOFIA DELLA RIVOLUZIONE « criterio, quale la malleveria che ci protegga contro «l'alterazione? Dinanzi a noi la serie de' sistemi fucc turi si apre vasta quanto l'infinito. Finchè una nuova cc scoperta sarà possibile, sarà possibile un nuovo si- ,c sterna; finchè sarà dato all'alterazione di manifestar- «si nel mondo della natura, un'alterazione intellettua- ,c le dovrà corrisponderle nel mondo della riflessione; " finchè l'intelligenza non avrà la visione immediata ,e della totalità degli esseri resi permanenti, nuovi si- « sterni potranno sempre sorgere dalle regioni dell'ic, gnoto per ra'Ppresentare una realtà 'Per lo avanti igno- ,c rata. Come dunque fidarci d'un sist.ema oggi abbrac- ,c ciato e forse dimani respinto? Non sappiamo nemme- ,c no se la serie de' sistemi sia progressiva, siamo in e, balìa deUe cose. Il fanciuUo impara, ma il vecchio di- ,c mentica; gli esseri nascono, ma la morte li attende; «-la generazione e la corruzione si contendono alterna- « tivamente tutte le cose della natura; anche già perve- " nuti alla verità, ipossiamo ripiombar-e nell'errore. La cc difesa contro ,l'errore potrebbe trovarsi solo nell'equa- " zione esatta tra la rifl{',.ssione e la realtà; tra i pen- ,c sieri e le cose; qualora questa equazione fosse assicu- « rata dal,l'altra equazione, in cui l'universo adegue- " rebbe l'essere, in guisa che il possibile stesso peris::i'e « vinto da ciò che è. Allora sì che l'alterazione sarebbe «vinta nelle cose e nei pensieri, in noi e fuori di noi. «L'universo sarebbe eguale alla pienezza dell'essere, « la riivelazione sarebbe necessaria e logica quanto la cc logica stessa. Ma in qual modo trovare l'equazione ,e dell'essere colla totalità dei fatti? Sarebbe l'equazio- " ne dell'infinito colle cose finite, deH'infinitamente ,e grande coll'infinitamente piccolo; non potendola rag- " giunger:e, voi permettete di supporla nel fatto, di se- «guirla nelle cose, quasichè foi::seroassolute. Quindi la " fallibilità nell'uomo riappare necessaria: dinanzi alce l'avvenire la rivelazione resta incerta, cessa, l'avveni- « re è vuoto. Pertanto le due idee del falso e del vero "si ripresentano sole, divengono i due termini di un -

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==