Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

282 GIUSEPPE FEHRARI Nella seconda fase siamo apertamente contradetti dall'apparenza opposta e tutta positiva. La torre che pare\'a rotonda appare quadrata. Questo è il momento del dubbio, dell'incertezza; se durasse, rimarremmo nell'incertezza, accetter,emmo la contraddizione siccome un fatto; dirnmmo che la torre è rotonda e quadrata, 11ellastessa guisa che accettiamo tutte le contraddizioni eterne della materia mol-ecolare,ed organica. Nel terw momento paragoniamo le due apparenze contrarie e tutto il sistema delle idee che ci&scuna di esse trne al suo ,seguito. Compariamo i luoghi, le _prospettive, ogni reminiscenza; ripetiamo le esperienze, esploriamo i contrasti su tutti i punti, ed ogni esplorazione discredita la nostra passata convinzione fondata sulla fede ad un'unica apparenza. Infine, nell'ultima fase ci togliamo aUa contraddiz.ione con una congettura, con un dato nuovo; l'errore vien confinato in un punto deHo spazio o del nostro proprio pensiero; •la torre è tonda vista da lungi, quadrata vista da vicino; la contraddizione scompare, il meccanismo trionfa, la verità vien conquistata. Nessuna apparenza fu distrutta; l'ordine solo ha variato, perch) tutti gli elementi ,dell'errore erano veri senza 0ostituire la verità. Il cambiamento, l'alterazione, ecco la prima causa de' nostri errori; non accusi,a:mo la rivelazione; essa è essenzialmente vera; non accusiamo le nostre facoltà, sono tutte inf.&llibi-liquanto. la rivelazione; accusiamo solo il variare degli oggetti. Nel momento in cui penso, la natura cambia, si altera, non è più quella delle mie ricordanze; invece d'essere da lei cattivato, voglio,, cattivarla, renderla immobile, eternarla; quindi il mio pensiero inveochia dinanzi all'eterna giovinezza di una natura sempre nuova. Dimandate a chicchessia perchè si è inga•nnato; risponderà perchè credeva, pensava le èose fossero disposte in quel modo; risponder~ com_e il cavaliere il quale torna nel suo castello r1sveghandosi da un sonno di molt'anni : credevasi giovane, e

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