280 GIUSEPPE FERRARI la funzione del pensiero. Accordato il pensiero, il suo movi1m,mtoconduce dunque ad un sistema, cioè ad nn insieme di apparenze armoniche, ordinate, e senza contraddizioni mater.iali. Il menomo congetturare già forma un sistema, la persuasione d'essere nella città, nella casa che si abiti:., già componsi di pensieri coo~dinati in modo da esoludere la contraddizfone. Sarà agevole l'ordinamento, non si farà attenzione al processo mentale; per ciò non cessa di essere sistematico: <poichèquando un evento, un ac.- cidente qualsiasi, un delirio, un rapimento, èi rende difficile il verificare in qu,al oittà, in qual casa noi siamo; gli stessi oggetti, le stesse cose, le torri, k cupole, l'architettura degli edifizi, le apparenze più note trasformat,e in indizi ci faranno riconquistare, col sentimento del sistema che formiamo, le convinzioni che non avyertiamo sistematiche, tanto sono immedesimat.e col nostro vivere. Lo stesso si dica delle questioni in app,arenz-a isolate, come quelle per cui si cerca se vi siano gli antipodi o se la terra è immobile. Le risposte a tali questioni saranno sempre un sistema. Qual'è l'origine dei fiumi? che havvi · a•l disopra delle nubi, al di là degli astri'? qual'è l'origine del·l'uomo? dove abitavano i nostri progenitori? chi ci ha date le prime leggi ? · chi ha i•nventate le arti? Rispondendo a tali interrogazioni, semplici e naturali, indefinite nel loro sviluppo, il pensiero si estende, e sempre sistematicamente. Può confondere i problemi eterni coi problemi di un gior.no, può lottare colle contraddizioni critiche prendendole per contraddizioni positive; ma procede sempre nella stessa maniera, vuol sempre giungere ad un sistema; volontà tanto naturale, tanto profonda, che 'rimane inconscia di sè, e suppone il sistema nella stessa rivelazione, credendo limitato il nostro lavoro a coordinare'le apparenoo più sfuggevoli, perchè occupino nel nostro intelletto il luogo correlativo a quello da esse realmente occupato nella natura.
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