Giuseppe Ferrari - Filosofia della rivoluzione

270 GIUSEPPE FERRAR! v.are dalla sensazione? Il sistema peripatetico dà due risposte distinte. Giusta il trattato Dell'Anima, il senso non percepisce se non l'individuo, voglio dire l'essenza, fatta sensazione dalla materi.a, la quale è il genere d'Aristotele. Ora, se nel senso havvi solo l'individuo, l'intelletto non dedurrà alcuna idea generale dalla sensazione, la generalizzazione sarà impossibile, le idee saranno impossibili. Tale era la conseguenza rigorosa della metafisica ,peripatetica; per evitarla, Aristotele altera il suo concetto, e alla fipe degli Analitici Postremi formula la seconda risposta. « Gli individui, dice egli, « si succedono nella sensazione come i soldati nell'eser- " cito; lasciano una traccia nell'intelletto attivo, e le « idBe,esconodagli individui, praetereaque ex universali• r1uiescente in animo. » Qual'è questo universale? qua1'è l'azione dell'intelletto attivo? In qual modo l'intelletto passivo contiene l'universale? ... Eccoci ritornati ad una , idea innata, ad un platonismo confuso, voglio dire, ad una teoria la quale vermette nuove fasi e nuova carriera ai discepoli di Platone. L'assioma nihil in intellectu quod prius non fueril in sensu nel trattato Dell'Anima riusciva all'impossibile, negli Analici Posteriori veniva contraddetto; in ogni modo rimaneva sterile sino al fine del risorgimento. La psicologia si rinnovò con Descartes e quando, staccato da ogni tradizione, da ogni autorità, solo colla sua mente, egli trasse da sè ogni scienza, accettò implicitamente le idee innate: senza analizzarle cedeva alla necessità logica, con cui rivelavansi nel ragionamento matematico; la chiara e distinta percezione accoglievale 'e san tifi.cavale rendendole inviolabili, a patto di generare logicamente ogni cosa, l'io e iI non-io, l'UOII)Oe la natura. Ma che può generare l'idea? nulla, tranne sè stessa; ponendo l'idea, si resta nell'idea; e procedendo logicamente, si rende assurdo ciò che non è l'idea. Ne consegue, che l'altissima equazione cartesiana, colla quale in Dio l'essere e l'apparire erano fatti eguali, non regge: conviene •lottare tra l'idea dell'essere o l'essere

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